Cantine Isola

Vino, storie e altre storie

Enoteca-shop di prestigio, animato wine-bar, ritrovo per palati fini, turisti, curiosi e aficionados: alle Cantine Isola l'aperitivo è tutta un'altra storia. Paolo Sarpi non è solo Chinatown. Al civico 30 da più di un secolo ottimi calici di vino colmi di autenticità.

H 18.00/22.00 - Il marciapiede brulica di gente anche a negozi chiusi. Tintinnano i flûtes red & white, le chiacchere si spostano in un continuo dentro e fuori con sosta golosa tra le leccornie al bancone. Apetizers: cruditées di stagione, bruschette, salumi, ricotta salata, pane all'olio. Clientela trasversale, amanti del nettare di Bacco e universitari stufi di Cuba scadenti a prezzi esorbitanti, casual look e total relax per il dopolavoro, un buon bicchiere prima di andare a cena o anche dopo.

XIX SECOLO - Il primo a scrivere delle Cantine Isola è stato Filippo Turati, oltre 100 anni fa quando i vini alla spina si spillavano direttamente dalle botti. Oggi l'antico attacco della spillatrice c'è ancora, nascosto da centinaia di bottiglie rinomate e dal bancone di legno che accoglie avventori e vecchie glorie sin dal matinée. Perché le Cantine sono la seconda casa di Luca Sarais, che, con mamma Concetta e papà Giovanni, noto barman e proprietario del locale dal '91, conserva qualità e buone abitudini d’altri tempi in un'atmosfera unica.

VETRO E POESIA - Pareti tappezzate, etichette, prezzi e poesie. Galeotto fu Prévert con le sue "Storie", così i versi di Neruda, Deledda, Merini e Ungaretti si sciolgono nei calici, da 3,60 a più di 50 Euro. Bottiglie da asporto e un occhio esperto, attento e premuroso ai clienti per soddisfare tutti, palati e tasche. Non a caso li chiamano "vini intelligenti". Arriva l'estate, i sommelier di casa Sarais suggeriscono vini bianchi, freschi e giovani: aromatici come il Traminer, Sauvignon profumati, intramontabili Pinot, Tocai e Manicor. Birre delicate belghe, sarde come la Ichnusa o crude. Non mancano Dettori in vasca di cemento, Grecanico, Barolo, Amarone, Integer non filtrato. Vini italiani, of course, francesi e da tutto il mondo, ogni anno passano di qui circa 2000 bottiglie! Senza contare le chicche della maestosa collezione di rhum, whisky, scotch, pastis, sake, calvados e grappe tanto per citarne qualcuna.

EXTRA E CHICCHE - Olii, cioccolatini  e torroni vari, buonissimi. Una particolarità i tappi di origine tedesca, a vite, per vini internazionali dall'Austria alla Nuova Zelanda, e di vetro, pratici ed eleganti come quello del Pietra Nera, gioiello del maestro dello Zibibbo di Pantelleria Marco De Bartoli. I sommelier, Marco e Ale, appuntano nomi e ordinazioni così al secondo giro non serve neanche chiedere! Sembra di essere a casa, anzi meglio.