Arriva il jeans ecocompatibile

Belli, sani, sicuri, etici e di qualità: ecco i pantaloni perfetti, da un'idea di LifeGate

Loro sono dei sempreverdi. E da quando sono nati non hanno fatto altro che essere indossati. Perché sono pratici e raffinati, casual ed eleganti, semplici e sexy al tempo stesso. Stiamo parlando dei jeans, i capi che tutti abbiamo nell'armadio e che tutti (ammettiamolo) adoriamo. sono i pantaloni che si adattano a ogni occasione, anzi, sono la soluzione in caso di indecisione. Una vera pietra miliare nella storia della moda, che ora si presenta in una veste alquanto innovativa e intelligente.

QUEL CHE E' STATO E' STATO - Se "blue" indica il colore, "jeans" si riferisce alla città di origine. Che non è americana come si supporrebbe, bensì italianissima. Si tratta infatti della bella Genova, nel cui porto, già nell'Ottocento, venivano utilizzate le resistenti stoffe in denim (prodotte nella citta di Nîmes in Francia). Fu solo in seguito, verso il 1850, che, grazie ai commerci, i mitici calzoni blu giunsero Oltreoceano, nell'America dei cercatori d'oro. Da qui il successo, anche se per più di un secolo rimasero un indumento da lavoro, molto apprezzato dall'esercito statunitense. Si dovette aspettare il secondo dopoguerra per assistere al loro ritorno in Europa, merito dell'imperante americanismo. E da allora scattò il vero boom. I leggendari trousers fecero breccia nel cuore dei giovani. E se nel 1860 divennero un messaggio di ribellione, nel 1970 ascesero all'olimpo del prêt-à-porter, griffati delle migliori marche, per continuare nel solco dello stile elegante anche negli anni Ottanta e Novanta, quando divennero oggetti di lusso, impreziositi da pizzi, strass, piume e pitone. Poi nel 2000 arrivarono i lavaggi chimici, i tagli e le cuciture inutili nella disperata ricerca di nuovo. Un po' di pulizia andava fatta. E LifeGate ci ha pensato.

QUEL CHE SARA' - Ecco allora l'idea, nel pieno rispetto per l'ambiente e per l'uomo. Nasce l'eco-jeans, rigorosamente in cotone biologico, prodotto senza pesticidi o sostanze chimiche. In più la tintura si avvale di indaco puro mentre bottoni, cerniere, etichette e rivetti sono realizzati secondo alti standard di qualità e con certificazione Oeko-Tex. Inoltre, LifeGate ha scelto di compensare le emissioni di anidride carbonica (inevitabili durante la produzione) con la riqualificazione e tutela di nuove foreste nonché di ricorrere il più possibile a fonti rinnovabili di energia quali sole, acqua, aria e terra. E per fare anche una piccola opera di solidarietà, l'azienda ha deciso di devolvere il 5 per cento degli utili di LifeGate Jeans in un progetto finalizzato a diffondere consapevolezza sul mondo in cui viviamo.

I SEGNI DI RICONOSCIMENTO - Sul passante si nota un'immagine che ritrae il particolare di un tronco d'albero, tratta dalla mostra fotografica di Albertina d'Urso life Zoom. Su una tasca posteriore c'è invece il simbolo dello stare insieme: due donne e due uomini, metafora di tre possibili unioni e soprattutto emblema dell'apertura e dell'accettazione di ogni sesso, colore e religione.

DOVE TROVARLI - I LifeGate Jeans sono sostenibili anche nel prezzo: da 85 a 99 euro. E vantano ben cinque modelli: due da donna (Tantra, a vita bassa, e Kundalini, dalla linea morbida a zampa), due da uomo (Siddhi, classico a gamba dritta, e Om, a zampa) e uno unisex, Mantra. Si possono acquistare on line su www.lifegatejeans.com oppure, fino al 5 novembre presso il Bookshop e Caffetteria degli Atellani in via Moscova a Milano (lun-ven 11-15 e 17-20 e sab 11-19).

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www.lifegatejeans.com