Gio Ponti - Percorsi Milano

Amate l'Architettura

Gio Ponti a Milano non è solo il grattacielo Pirelli e sedie Superleggere

Amate l'achitettura è il titolo del saggio più noto di Gio Ponti: una vita di successi dedicata completamente alla progettazione, sia nel design che nell'architettura, fino ad arrivare alla fondazione della storica rivista Domus. Mentre il suo design ha una misura classica su cui il tempo si posa con gentilezza, le opere architettoniche sono invece spesso dimenticate. Ecco quindi cinque tappe per intraprendere un mini-tour alternativo alla scoperta degli edifici storici milanesi nell'area di Sempione-Sant'Ambrogio.

VENTAGLI E FRECCE - Prima tappa per cogliere il legame dell'architetto con la sua amata città è la casa di via Randaccio 9, la prima ad esser progettata e abitata da Gio Ponti del 1925. Con la sua caratteristica forma a ventaglio, è un piccolo tributo al Palladio, memoria delle sue soste, da soldato, in ville palladiane abbandonate. Proseguendo verso Sud per il Parco Sempione si arriva alla snella Torre Branca, costruita in soli sette mesi per la V Triennale: alta 108 metri, ha una caratteristica immagine prismatica di "una freccia  conficcata dall’alto nel terreno". La passeggiata prosegue verso Piazzale Cadorna, per raggiungere via De Togni. Qui ai civici 21 e seguenti si affiancano tre case signorili degli anni Trenta dalle facciate essenziali di colore acceso con annesso giardino privato, e finestre particolarmente ampie, elemento irrinunciabile per le abitazioni moderne di Gio Ponti. Sono queste "case per molti", con le facciate semplicemente intonacate in colori alternati: rosso Terranova, innanzitutto, quindi giallo ocra, verde marcio.

INSEGNARE LA MODERNITA' - Pochi passi più avanti si intravede già Casa Borletti, al civico 40 di via San Vittore. In questa occasione l'architetto è impegnato nella rivoluzione dello spazio borghese, con uno "stile" che insegna la modernità senza traumi e che nella sua completezza può ben sostituire gli stili storici cui la committenza era abituata. Ultima tappa in piazza Sant'Ambrogio, dove un monumento ai caduti a pianta esagonale, progettato nel 1928, posa solenne di fronte alla millenaria basilica romanica. Numerose sono le vie che ospitano gli altri aspetti dell'architettura di Gio Ponti, da Palazzo Montecatini - col suo respiro internazionale - all'impegno dell'architetto per gli edifici sacri testimoniato dalla Chiesa di San Francesco al Fopponino. Amate l'architettura può essere l'impegno per un giorno estivo metropolitano, per trovare i segni di una città che è stata e sbirciare i cantieri di una città che sarà, seguendo un arguto consiglio "Amate gli architetti moderni - non ci sono altri architetti"(Gio Ponti, 1957).