Intervista a Vinicio Capossela

L'artista a tutto tondo ci parla del suo nuovo album "Da Solo"

Tutto è magia nella musica e nelle parole di Vinicio Capossela. Cantautore, musicista e scrittore, forte dell'ultimo successo Ovunque proteggi, torna con Da Solo (Warner/Atlantic), un album fatto di "conti da regolare e questioni personali" come ci ha raccontato un Vinicio vestito con le scarpe, di vernice bianca con mascherina nera, da Giornata perfetta, con i calzini del Paradiso dei calzini, camicia e cappello americani e una giacca tatuata dalla magia de Il gigante e il mago.

Che cosa ti ha ispirato per la scrittura delle canzoni di Da Solo?
"Ho cominciato lo scorso Halloween, lo sferragliare del tram 1 che passa vicino a casa mi ricordava Alone in San Francisco di Monk. A San Francisco ci sono molti dei nostri tram del 1928 per le vie e così ho creato una linea immaginaria che da via Settembrini arrivasse al Golden Gate. Questo è anche il primo album di cui sono interamente responsabile, perché tutti i brani sono originali, è stata un'avventura realizzarlo"

Qual è, se c’è, un tema prevalente?
"L'album è nato come atto di protesta contro la sparizione dell'inverno. La mia grande nostalgia mi ha portato a scrivere del mio inverno, delle mie rese dei conti. Il disco rappresenta la fine di ogni epica però non è un disco malinconico,  le lacrime sono asciutte in modo da poterci costruire sopra qualcosa di nuovo"

Oltre al piano e alla voce nelle melodie sono presenti diversi strumenti, alcuni molto particolari. Come li hai scelti?
"Sono partito dal focolare senza aggiungere troppi orpelli. Gli altri strumenti inconsistenti, come il theremin o l'autoarpa, fanno da coro ed evocano il fantastico e gli spettri. Gli ottoni invece danno la solennità da messa dei poveri. Il loro compito è di evocare l'inverno"

Prima hai citato San Francisco, quali altri luoghi americani ti hanno colpito?
"In Arizona ho visto il rodeo e sono rimasto affascinato da ciò che c'è intorno all'arena: luna park e freak show. Queste stranezze ridicole sono una perfetta metafora della nostra vita"

È per questo motivo che delle locandine nascondono il tuo viso sulla copertina?
"L'idea è stata di Jacopo Leone. Ha preso una mia fototessera, di quelle fatte ai luna park e ha impresso le proiezioni dei freak show. Questa linea è stata mantenuta anche nella scenografia del tour. Ci saranno delle riproduzioni fatte da Davide Toffolo dei sideshow banners che reclamizzano i vari freak"