Intervista a Vincenzo Costantino Chinaski

Nella Poesia il senso della vita, senza mezze misure d'emozioni

Un film in bianco e nero, il suo preferito, "Nemico pubblico" del 1909, poichè, come dice Vincenzo Costantino Chinaski, il nemico pubblico numero uno della nostra società è la Poesia. Sarà dunque questa una serata "clandestina" che false ideologie e life-style non possono contaminare. Una notte laddove il freddo Naviglio milanese sonnecchia, alla soglia del S'agapò. Compagno di "giochi" di Chinaski è il musico e cantastorie Folco Orselli. La sensibilità dei Messeri mi conquista e i due cavalieri appaioni 'sì belli. I loro occhi brillano di una luce a me familiare, quella che conservano le persone gentili che si prendono cura del fanciullo che erano e che portano dentro di sè. Felice d'essermi emozionata ancora una volta, ascolto le parole del poeta Chinaski.

Che bambino eri?
"Ero un bambino bello e felice. Ero il primo nipote di una famiglia numerosa. Ma la felicità si è traformata presto in malinconia poichè mi aspettavo molto da me stesso per rendere felici le persone a cui volevo bene. E' stato un percorso lungo e difficile, nel quale ho incotrato risposte ingannevoli. Ora, però, ne ho trovate di molto più vere."

E quindi sei felice ora?
"Sono felice...sono sereno come il cielo di Milano quando è bello."

Ah, sì, come quando c'è quel vento che spazza via le nubi e lo smog e si vedono le montagne...
"Sì, proprio così. La felicità è una sensazione. E' la morte dell'intellettualismo e la rivincita dell'ignoranza, nel senso pasoliniano. E' essere senza limiti, nel senso d'essere senza filtri ai pensieri, come lo è la poesia moderna, per esempio quella di Emingway, semplice, ma profonda. Qui sta il genio, nel dire cose profonde con la massima semplicità possibile."

Dove risiede la Poesia?
"La Poesia è in ogni luogo. La missione del poeta è scovarla."

E cos'è la Poesia?
"Prova a passeggiare per una di quelle vie perpendicolari a Corso Buenos Aires, dove sitrovano le finestre basse dei piani terreni. Attraverso una di quelle finestre vedi una donna coi capelli bianchi che stira e si sente l'odore di cavolfiore. Un primo passante che la vede dice "Che puzza!", un secondo "Che sfigata!", il terzo sente il profumo della vita e gli vien voglia di scriverlo. Questo è il poeta per il quale il senso della vita è la Poesia."

Non è anche una condanna essere così sensibili?
"Certo. Sentire più forte le cose fa più male. Non riesci a stare nel tuo e vuoi andare sempre più a fondo nella ricerca dei perchè. Non vi sono mezze misure per comunicare e se hai una cosa da dire la devi dire. Non puoi mentire e se lo fai deve essere solo per un motivo davvero giusto."

Ora che adulto sei?
"Assorbo molto dalle vita degli altri, ma non mi piace che sconosciuti mi "entrino in casa. Quando esco lascio le mie turbe sul cuscino, dal momento che se voglio stare in compagnia è per stare bene e non per rimuginare su ciò che non va."

Ti ricordi a quanti anni hai scritto la prima parola?
"Non proprio, ma ricordo che in III elementare già scrivevo penisierini in una forma corretta e articolata. Credo invece che la prima parola che ho detto sia stata legata al cibo. Più che assetato, sono affamato di vita. Divoro le emozioni altrui e le contamino con le mie. Piango tanto, mi piace emozionarmi, sentirmi vivo. La Poesia è emozionatica. Le emozioni rendono le persone più felici."

Qual è il tuo cibo preferito?
"Amo in assoluto cucinare. Adoro la pasta e fagioli che faccio con una mia ricetta speciale che non ti svelo. E poi il tonno all'arancia..."

Ricordi i sogni che fai la notte?
"La bellezza del sogno sta nella consapevolezza di star sognando. Ricordo quasi sempre i mie i sogni. Essi mi consentono di evadere dalla realtà alla quale sono tuttavia molto legato. Spesso sogno l'esame di maturità. Del resto, ogni volta che ci si addormenta, si va incontro ad un nuovo esame."

Che rapporto hai con l'ozio?
"Non perdo mai tempo, ma amo oziare, stare sul divano, come i gatti, e leggere o ascoltare musica. In quei momenti sto viaggiando."