Intervista a Valeria Solarino

L'attrice parla di "Signorinaeffe", la pellicola ambientata durante il lungo sciopero alla Fiat di Torino nel 1980

La realtà del mondo operaio passava inosservata fino qualche settimana fa, poi i tragici fatti della ThyssenKrupp di Torino ci hanno ricordato che in Italia sono ancora in tanti a fare questo mestiere e che spesso le condizioni di lavoro non sono delle migliori. Il nuovo film di Wilma Labate Signorinaeffe giunge in questo delicato frangente: è ambientato proprio nel capoluogo piemontese, durante lo sciopero operaio durato 35 giorni alla Fiat, nel 1980. Protagonista è Valeria Solarino, alla sua sesta prova d'attrice. L'abbiamo raggiunta mentre (di corsa) sta promuovendo il film, per parlare della pellicola e di lei.

Valeria, qual è il tuo giudizio su Emma, il personaggio che interpreti nel film di Wilma Labate?
"Emma è una ragazza determinata a migliorare la sua vita attraverso gli studi e a cambiare stile di vita rispetto a quello della famiglia. E' spinta dalla passione e dall'amore prima verso Silvio, un ingegnere, e poi per un altro, Sergio: un operaio, un uomo diversissimo dal primo. Attraverso il suo rapporto con Sergio, Emma prende consapevolezza dei sogni del mondo operaio, di quello che vogliono e che non riusciranno ad ottenere."

Quali sono i punti in comune tra te ed Emma?
"Sicuramente la sua determinazione, ma anche la precisione, la meticolosità, il voler fare le cose sempre al meglio. Come Emma, anche a me non piace lamentarmi e inseguo l'indipendenza."

Signorinaeffe non ha propriamente quello che si definisce "happy end"...
"Infatti. Condivido la scelta della regista. Mi è piaciuto che Emma e Sergio si incontrino ancora una volta, dopo anni. C'è un mio sguardo, in quel finale, in cui ho voluto trasmettere tutta l'amarezza che c'è nel rendersi conto di non aver vissuto una storia d'amore, nel guardare in faccia vite non vissute."

Che effetto ti fa rivederti sul grande schermo, a pellicola ultimata?
"Drammatico! Non mi abbandono mai al piacere di vedere il film, sono ipercritica sulle mie prove d'attrice. Mi imbarazza rivedermi e poi mi emoziona ancora troppo."

Tu hai vissuto per un periodo a Milano, cosa vuoi dirci su questa città?
"Vivevo a Milano quando ho girato Fame Chimica e quindi il mio ricordo è strettamente legato a quella bella esperienza. Mi sono divertita molto in città in quel periodo. Mi aveva colpito la rete metropolitana... così fitta!"