Intervista a Valeria Monetti

Da Amici a Robin Hood: una vita a ritmo di musical

Marianna, una lady Marion italianizzata, l'amata di Robin Hood, il suo sostegno, la sua complice. Un ruolo determinato, deciso, un carattere forte. A interpretarla nel musical Robin Hood è Valeria Monetti, che ci svela un po' di sè a partire dalla grande passione per il suo lavoro. 

Raccontaci questo nuovo musical.
"Robin hood - interpretato da uno spumeggiante Manuel Frattini (ndr) - è un eroe in divenire e cambia molto anche grazie all'amore di Marianna, una donna coraggiosa, sicura di sè, che sa cosa vuole e lo aiuta nonostante i mille ostacoli. Il mio è un ruolo molto bello, ma tutto il musical è davvero ricco di grandi momenti di spettacolo, a partire dalle bellissime canzoni, tutte inedite."

Quali sono le tue prospettive professionali future?
"Continuare a fare questo, amo il musical come forma di performance assolutamente completa: ballo, recitazione e canto. Per carattere non ho mai guardato troppo oltre a quello che faccio, mi dò al massimo, vivo i momenti. Avere cominciato proprio con il musical è stata una grandissima palestra. Ora
voglio continuare su questa bella strada, sempre con prodotti di qualità. Sempre a teatro."

Solo teatro o anche altro?
"Non disdegno la tv, che mi ha dato la popolarità con il grande pubblico. Il cinema mi intriga molto. Mi sento ferrata per tutto ciò che riguarda la recitazione. Il mondo della danza mi appartiene meno e di certo devo ancora lavorare molto. Con il canto invece sono completamente a mio agio.

Amici ti ha reso celebre, sono passate molte edizioni. Cosa è cambiato?
"Sono contenta di avere partecipato alla prima edizione, c'era in effetti un'aria diversa, si era molto concentrati sul lavoro, sulle performance: oggi il pubblico ahimè chiede altro, il litigio, lo scontro, la polemica fine a sè stessa. I talenti ci sono, eccome, ma vengono valorizzati meno dalle logiche della trasmisisone."

A parte il talent show, come ti sei formata?
"Sono cresciuta studiando in un laboratorio privato, Renata Fusco della Compagnia della Rancia è stata una grande maestra di vita e lavoro."

Pensi ci sia ancora snobbismo nei confronti del genere teatrale del musical?
"In passato c'è stato: il musical, inteso nel senso americano del termine, non è una tradizione che ci appartiene, come altre forme di teatro di prosa o commedia musicale che hanno reso grande l'Italia nel mondo. Ora però c'è una consapevolezza diversa. Mentre fino a pochi anni fa i musical erano unicamente d'importazione, ora si inizia a investire su nuove produzioni, grazie anche a realtà affermate e davvero professionali come la Compagnia della Rancia, la numero uno!"

Non mancano scuole per giovani performer?
"Nell'ambito del pubblico direi proprio di sì, ma nel privato si moltiplicano le realtà di scuole efficienti e in grado di indirizzare professionalmente i nuovi talenti, che, fortunatamente, crescono a vista d'occhio."