Intervista a Susanna Beltrami

Mi piace Milano: la coreografa racconta la città. Il primo ricordo? Nureyev, avvolto in un mantello nero

«Il primo ricordo? Nureyev, avvolto in un mantello nero con un meraviglioso basco Missoni»

Milano un po' come la Grande Mela. È questo il ricordo di Susanna Beltrami, sofisticata seguace della danza contemporanea internazionale fin dagli anni Ottanta, periodo effervescente in cui la coreografa comincia la sua formazione proprio a New York.

"Tornata dagli Stati Uniti - ci racconta l'artista - scelsi proprio Milano perché in qualche modo me la ricordava: meno grattacieli, ma un grande fermento. Quello che amo di una metropoli non è tanto l'isolamento che ci confina nei nostri quartieri ma l'operosità, la velocità, le mille cose da fare".

Mille e una, perché tra le cose fatte nella nostra città c'è anche la sua Accademia, o meglio, A concept of dance school. Centro di formazione, fucina delle arti e dei mestieri, punto di riferimento per giovani artisti e creativi della danza che qui possono diventare figure professionali, sperimentare, oppure, perché no, partire alla scoperta del mondo, purché a tempo di musica. Stimoli che, per Susanna, cominciano proprio da Milano.

I posti del cuore?
"Per riposare la mente andavo in Piazza Scala e per deformazione professionale osservavo a lungo le entrate di corte e di strada per cogliere i volti, le espressioni e le andature di chi entrava e usciva da lì, quel tempio che mi sembrava irraggiungibile. Ricordo Nureyev in una notte di nebbia uscire da Biffi Scala avvolto in un mantello nero con un meraviglioso basco Missoni, camminare come un principe e dissolversi lungo la prospettiva della Galleria Vittorio Emanuele. Dopo qualche anno nel tempio ci entrai e dalla sala ballo dell'ottavo piano guardavo dall'alto le strade e i tetti di Milano".

Piazza Scala e il Teatro Alla Scala

Piazza Scala e il Teatro Alla Scala

Le esperienze da non perdere?
"Quando c’era la nebbia era bello trovarsi con amici per un aperitivo al Campari, sorseggiando uno Zucca con molto seltz senza capire poi se le ombre nere che vedevi erano frutto dell’alcol o proprio della nebbia. Oggi, dopo lo splendore della Milano dal centro mittle-europeo, tornare ai quartieri è la cosa che più mi affascina.

I tanti mercati rionali, il Naviglio della Martesana con la sua Cascina ristrutturata che accoglie tutti con pasti biologici e aperitivi danzanti sotto le stelle, e ancora, tutte quelle affascinanti ex-fabbriche divenute abitazioni e distretti culturali come il TeDistrict che ospita la DanceHaus da me fondata o l'Hangar Bicocca, punto di riferimento internazionale per l'innovazione artistica".

Naviglio Martesana, un particolare

Naviglio Martesana, un particolare

Qual è il ricordo più vivo?
"Ogni centimetro di questa città è legata a un ricordo in compagnia di persone meravigliose, alcune delle quali purtroppo non ci sono più. Vabbè, forse uno più vivo di tutti gli altri ce l'ho: la nascita di mia figlia Celeste in una notte di neve nella vecchia ma bellissima Mangiagalli"

Milano è...
"Non più quella che è stata: un luogo dal quale non sarei mai più partita. Oggi sento il bisogno di perdermi in paesaggi indefiniti, dove l'occhio si muove libero. Tornare a Milano diventa una questione di meraviglioso dovere".

Amo Milano perché...

"…riconosco in questa città il coraggio, l'intraprendenza e l'esempio che mi è servito per crescere come persona e come artista. Devo a Milano la sua grande capacità di accoglienza, la sua grande capacità di riconoscere meriti e valore alle persone che la abitano".

Susanna Beltrami

Susanna Beltrami

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www.dancehaus.it