Intervista a Super Elastic Bubble Plastic

Follia di indi-noise-rock'n'roll speziato in una notte di pioggia nuvolsa

A volte le idee più estrose nascono così, ad un tavolo sotto una veranda su cui batte, ribatte e rintocca, la pioggia gocciolosa. Di cosa si sta parlando lo scoprirete più avanti nell'intervista ai Super Elastic Bubble Plastic. Ho incontrato il trio mantovano, premiato come miglior gruppo indipendente al Meeting Etichette Indipendenti 2005, durante la cena prima della presentazione del secondo album Small Rooms, al Rocket di Milano.

Indicazioni per il consumatore
Igredienti: Super Elastico Indi-noise dal cuore Rock'n'Roll composto da Gionata Mirai (voce e chitarra), Gianni Morandini (basso), Alessio Capra (batteria). Modalità d'uso: aprire i canali sensoriali e lasciare che la musica faccia il resto. Tempo consigliato per l'ascolto: qualsiasi purchè atemporale e con frequenza giornaliera, prima o dopo i pasti, non durante onde evitare di scordarsi di mangiare. Effetti collaterali: follia pura non reversibile. Scadenza: illimitata.

E adesso potete procedere alla scoperta dei Super Elastic Bubble Plastic!

Scusate se inzio con una domanda che vi avranno fatto chissà quante volte... Da dove arriva la scelta di un nome così "fantasticosamente bubboloso"?
Sorridono "Già, ce lo chiedono sempre... La spiegazione è semplicissima. All'inizio eravamo un gruppo d'improvvisazione, nel senso che si andava ai concerti e quello che succedeva succedeva. La nostra prima esibizione fu in un megastore di abbigliamento, dopo un nostro viaggio a Londra dove avevamo trovato un flyer di una serata chiamata Super Elastic Bubble Plastic. Doveva essere un nome provvisorio e invece..."

Be', mi sembra azzeccato come nome, soprattutto avendo dovuto suonare in un negozio di abbigliamento. Poteva richiamare i tessuti super elastici, no? Ma, secondo voi, perchè siete stati nominati miglior gruppo indipendente del 2005?
"Perchè abbiamo un ottimo ufficio stampa! Perchè molta gente crede in noi e perchè proponiamo un buon concerto, mettendoci tutta la nostra passione. Prima di incidere il disco d'esordio abbiamo passato tre anni a suonare in giro e quindi nel Cd è confluita tutta questa esperienza live."

A fine febbraio avete tenuto un tour in Belgio. Come è andata e quali differenze avete notato tra pubblico italiano e belga?
"E' andata molto bene, poichè, al di là del fatto che sia figo suonare fuori dall'Italia, la gente ha risposto molto bene. E' proprio diverso il modo di porsi delle persone nei confronti dei live. Lì, anche ad un concerto come il nostro, l'età del pubblico è medio-alta, ma trovi gente adulta con un animo giovane e che vive davvero il live. Le persone sono attive e reattive. In Italia, invece, soprattutto al Nord, sembrano tutti più trattenuti, più analitici, meno spontanei. Preferiamo suonare al Sud perchè è sempre una festa e la gente si pone in maniera più diretta. Nella realtà da dove veniamo, Mantova, non ci sono locali per la musica dal vivo e ai mantovani medi non importa nulla di questo. I ragazzi sono abituati ormai a spostarsi in auto per andare altrove a sentire i concerti."

Cosa si può fare per far cambiare la situazione?
"E' triste dirlo, ma non si può fare nulla. Mantova è una cittadina per stare tranquilli."

E' incredibile, io provengo da una realtà ancora più piccola e tagliata fuori dal resto dell'Italia, la Valtellina, ma almeno da noi ci sono alcuni locali che danno spazio ai live! In Belgio avete conosciuto qulache gruppo degno di nota e con cui avete stretto amicizia?
"Sì, gli Sport Doen e i Driving that girl ai quali ricambieremo il favore, facendoli suonare in Italia."

Il nuovo disco "Small Rooms" è anche follia notturna. Che suono ha la follia?
"Potrebbe essere il silenzio più assoluto o una canzone di Raffaella Carrà. Oppure un fischio." Aggiunge Gionata "Io fischio tutto il giorno... mia mamma sente che sto arrivando perchè mi riconosce dal fischiettare."

"Small Rooms" è formato da canzoni che come piccole stanze contengono ognuna una storia diversa nell'arredamento, nei colori, negli ospiti. Qual è la vostra stanza preferita?
Gionata "Credo la cucina, ma per la chitarra acustica e per la voce va benissimo il bagno, grazie al buon riverbero che vi si ottiene." 
Alessio  "Per la batteria ci vuole una stanza grande e vuota."
Gianni "Per il basso direi un solaio in legno che assorbe bene i bassi."

Inventatemi una ricetta musicale che si avvicini al vostro suono...
Gionata "Un piatto speziato a base di carne. Un carpaccio all'indiana. Carne di montone con un contorno di salse, magari una salsa greca a base di aglio, cetrioli e yogourt."

Quale altra cosa potrebbe essere "Small Rooms", se non fosse un disco?
Gionata "Potrebbe essere una notte nuvolosa in città, nel momento prima di un temporale."

E a quale corrente artistica lo paragonereste?
Gionata "Ah, per questa domanda, passo la parola ad Alessio." Alessio "Espressionismo tedesco."

Il vostro nuovo album è sì spudorato, spietato e spiazzante, ma vi si trova anche la dolcezza di un fratello...
Gionata "E' dato dal fatto che ho due sorelle. Nel primo album dedicavo loro "Sisters" e qui in "Hold on" l'amore fraterno ritorna."

La pioggia ha iniziato a tempestare di domande il telone soprastante alle nostre menti e una domanda mi nasce spontanea... Che musica comporreste su questo rumore?
"Quella di Small Rooms! Una in Mi minore."

E per conquistare una donzella cosa suonereste?
Ridono "Ci vorrebbero un bel paio di goal, coi tempi che corrono! Scherzi a parte, sempre una canzone in Mi minore."

Comporreste una "sinfonia" per animali e per quali?
"Perchè no? Una sinfonia per somari. L'asino è il nostro animale di potere. C'è chi ha l'aquila o la tigre, ma l'asino è umile se ne sta lì ad osservare, è predisposto a faticare ed è resistente."

La pioggia non accenna a diminuire, ha troppe cose da dire e così lasciamo spazio ai suoi racconti, sfidandola nella corsa verso il Rocket... semplicemente lasciandoci bagnare e sorridendo sul fumo che, tentando di salire al cielo, resta rappreso fra le labbra e le dita.