Intervista a Sebastiano Filocamo

Mi piace Milano: il regista e attore racconta la città. E la pensa come Mariangela Melato

La prima volta che ho incontrato Sebastiano Filocamo, intenso e caravaggesco volto del cinema italiano d'autore, è stato in occasione di uno spettacolo così toccante da essere premiato con una medaglia dal Presidente della Repubblica Italiana. Nel suo Ostinati e Contrari, attori affetti da disabilità fisiche o psichiche recitavano con disincantato talento la poetica di De Andrè. Il pubblico aveva l'obbligo di non applaudire, se non solo alla fine, e lo desiderava così tanto.

È proprio l'intensità di Sebastiano il leitmotiv di una carriera sempre sofisticata e circondata da nomi autorevoli. Da Xavier Coller, con cui Filocamo ha vinto l'Oscar per Journey of Hope, a Tornatore, Placido, Archibugi e Comencini, alcuni dei registi per i quali ha recitato. L'ultimo Red Carpet? Venezia 2015, con una giacca e una t-shirt dalla scritta Italiano ma diverso, lì per l'enigmatico e apprezzatissimo film di Marco Bellocchio Sangue del mio sangue.

E poi c'è l'amore per la città da cui tutto ebbe inizio, una trentina di anni fa, quando uno storico Nemico di classe andava in scena per la prima volta con dei debuttanti come Claudio Bisio, Paolo Rossi, Sebastiano Filocamo. Teatro dell'Elfo, Milano, naturalmente.

Il caffè del Piccolo Teatro Grassi

Il caffè del Piccolo Teatro Grassi
I posti del cuore?
"I chiostri quattrocenteschi di Palazzo Carmagnola, sede del Piccolo Teatro Grassi, con la sua libreria e il caffè letterario. L'Elfo Puccini e la sua modernità, il Franco Parenti e le sue tante iniziative. Dove c'è cultura, innovazione, passione, futuro, là c’è il mio cuore".

Le esperienze da non perdere?
"La nota pizzeria Spontini se vuoi trasgredire la dieta. La Triennale se vuoi arricchire gli occhi e lo spirito. Fondazione Prada se vuoi circondarti di bellezza, La Santeria se vuoi stare easy con gli amici. Piazza Gae Aulenti ma di notte, da solo".

Qual è il ricordo più vivo?
"La prima volta che salii su un tram, arrivato dalla Sicilia, ero bambino e pensavo fosse una carrozza del treno. Entrai e dissi ad alta voce: Buongiorno a tutti! La gente mi guardò strano ma poi sorrise. Milano sa sorridere ancora".

Piazza Gae Aulenti, particolare notturno

Piazza Gae Aulenti, particolare notturno
Milano è...
"Ti rispondo con una frase della mai dimenticata Mariangela Melato: Milano è un po' come me, non palesemente bella, in realtà bellissima. Proprio come la vedo io. Una metropoli in espansione, luccicante e verticale, accogliente e solidale. Non perfetta, ma che ha cambiato pelle. Milano non si concede facilmente, la devi scoprire e amare e lei ricambia. Non è per tutti ed è la mia amante perfetta".

Amo Milano perché...
"Sa essere elegante e sobria, quasi mai volgare, nebbiosa e illuminata, rispettosa e snob, caotica e disciplinata, umana e severa, colta e semplice. Mi ha accolto e cresciuto, molto di quello che sono è roba sua. Milano sa essere speciale e farti sentire tale. Così come sa essere ostile se la disprezzi. Milano ha sempre lo sguardo migliore verso il futuro".

Sebastiano Filocamo (© Yorai Ben Greenberg)

Sebastiano Filocamo (© Yorai Ben Greenberg)