Intervista a Sabrina Falcone del G Lounge di Milano

Intervista a Sabrina Falcone

La direttrice del G Lounge: "Cerco sempre la dimensione umana, non solo il successo fine a se stesso"

Sabrina Falcone, 32 anni, direttrice da quasi 5 anni del G Lounge, che è nato nel 2002, da quando ha 18 anni bazzica per locali: è stata barlady, prima per gioco, poi per professione. Ha instaurato sin da principio ottimi rapporti con i proprietari dei locali milanesi fino a diventare, accettando una grande sfida personale e professionale, direttrice del locale di Via Larga.

Cosa significa nel concreto essere direttrice del G Lounge?
"Al G Lounge sono una factotum: la sera accolgo la clientela, faccio in modo che tutto sia coordinato e funzioni ad hoc affinché il pubblico si diverta e si senta a casa, lavoro a contatto con i fornitori e con le diverse aziende che ci sponsorizzano. La struttura e l'arredo derivano da un gusto che è variato un paio di volte in questi anni e che è frutto di scelte collettive. L'offerta di ogni sera, sempre in divenire, cerca di offrire quanto il pubblico vuole, mantenendo una linea originaria e originale: deep house e lounge music, sempre senza cadere nel commerciale."

Il segreto del successo duraturo del G Lounge, costante negli anni?
"Molteplici fattori hanno reso il G Lounge un locale storico che vive e - cosa difficile- non sopravvive: l'essere in pieno centro è indubbiamente un valore aggiunto. La struttura architettonica d'epoca, marcatamente monumentale con la ricercatezza attuale, ha subito consentito l'individuazione di un target di un certo tipo: un pubblico gay friendly, piuttosto adulto, di una certa levatura culturale, con una sete di bellezza, estetica e ricercatezza formale. Conciliare più stili di mentalità e di vita è un aspetto che trova riscontro in un pubblico dai 25 ai 40 anni. Un altro punto di forza è il personale: un gruppo molto affiatato. L'iper professionalità e la super bellezza non sono l'unica caratteristica: qui si cerca anche un'anima e un cuore, che si trasmettono ogni sera ai frequentatori del locale. Questo è il valore aggiunto. Quello che manca nei locali di Milano è proprio la possibilità di trovare un'anima: la gente è troppo spesso considerata un numero, la dimensione umana è una costante. Sarà per questo che abbiamo una clientela fissa importante. Un piccolo segreto: non assumo mai in base ai curricula ma a pelle."

In passato avete pubblicato cd con la musica che proponete nelle vostre serate. Ne avete in progetto altri?
"È uscito il quinto cd G Lounge Compilation, a febbraio, in vendita anche al locale, distribuito in tutto il mondo dall'etichetta Soul Star: come sempre un gran successo che sarà a breve ripetuto, per la sesta volta."

Cos'è G Lounge oggi? Cosa rappresenta per te?
"
Nella mia vita rappresenta moltissimo: è stato un locale sul quale ho investito tempo, anima, speranze e fiducia, oltre che professionalità; il locale mi ha dato e continua a darmi tutte le energie che ho profuso ed è un continuo punto di rinnovo e di insegnamento anche per me. Non ci si ferma mai..."

Prospettive per il futuro?
"Stiamo rinnovando il sito, che sarà pubblicato a breve: una ventata di aria fresca anche sulla Rete; stiamo già lavorando alla prossima stagione, che riproporrà le formule vincenti e collaudate, tentando però di andare a colpire nuovi target. Un locale con sei anni alle spalle spesso risulta vecchio: noi vogliamo mantenere un'immagine pulita ed elegante che non ci faccia sembrare superati. Bisogna lavorare sul concetto di gay friendly, spesso poco compreso dagli etero e, a volte, dagli stessi gay: la nostra comunicazione vuole proprio chiarire meglio questo punto e ce la faremo. L'amore per il bello va oltre alle etichette e agli orientamenti sessuali."