Intervista a Roberto Ferrari

Confessioni di un dj: da Radio City a Radio Deejay, con una passione nascosta per la cucina e un sogno: lanciare un programma dallo spazio

Ha incuriosito tutti la notizia che Roberto Ferrari di Radio Deejay volesse essere il primo DJ al mondo a lanciare un programma dallo spazio. L'eclettico dj, che al fianco dell'amico Angelo ha sbancato con il programma Ciao Belli, si prepara ad una nuova sfida: gestire il nuovo ristorante The Aviator House.

Come è nata la tua passione per la radio?
"Risale agli anni dell'adolescenza. Ero attratto dalla tecnologia e così ho recuperato un piccolo trasmettitore. Abitavo a Milano e dall'ottavo piano trasmettevo il mio primo programma per il condominio, su una frequenza presa in prestito (ride). Tra gli ascoltatori c'era la pizzeria sotto casa che mi offriva una pizza di tanto in tanto perché gli facevo la pubblicità".

Trovi competitivo il mondo del web?
"No, anzi ci aiuta. Nel caso della radio è un supporto. Molti ascoltatori si trasferiscono per medi o lunghi periodi all'estero, e continuano ad ascoltarci grazie ad Internet".

All'inizio andavi in onda di notte. Cosa caratterizza l'ascoltatore notturno?
"Riesce a mettersi più in intimità con noi che siamo in consolle. Inoltre, chi va in onda di notte è più libero di affrontare certi argomenti o trasmettere un certo tipo di musica".

Hai una passione sfrenata per lo spazio…
"Sì, è vero. Adesso partiremo con un canale satellitare e poi dovremo darci da fare per portare a casa venti milioni di dollari, se vogliamo avventurarci tra pianeti e galassie. Ho un sogno nel cassetto: lanciare un programma dallo spazio".

Cosa ti porta ad entrare nel mondo della ristorazione, in una Milano che a volte smarrisce la qualità in tema di food?
"A me piace mangiar bene. Ho incontrato un gruppo di amici che già lavoravano in questo settore e così da un giorno all'altro abbiamo aperto The Aviator House".

In quale piatti ti ritrovi?
"Adoro il pesce".

Molti personaggi dello spettacolo sono tentati ristorazione, con il rammarico di lasciare al locale soltanto il nome, senza un’identità…
"Per essere vincenti, occorre seguire in prima persona ciò che gli altri realizzano per te. La mia filosofia è diversa. Mia moglie si lamentava perché non uscivamo mai ed andavo sempre in giro a fare serate. Così ho legato l'utile al dilettevole. Io sono sempre qui, incontro i miei amici e mi diverto molto. E poi il segreto sono tre grandi passioni: il mondo dell'aviazione, l'Africa e il musical".

Perché proponete il musical tra una pietanza e l'altra?
"E' un modo per spiazzare il nostro pubblico, che magari pensa di venire qui e trovare un dj in cuffie che li accoglie con musica house".