Intervista a Ricchi e Poveri

Voglia di revival o semplice nostalgia? Ne parliamo con un trio popolare della canzone melodica italiana

I Ricchi e Poveri non hanno di certo bisogno di presentazione. Franco Gatti, Angela Brambati ed Angelo Sotgiu hanno dato vita ad una delle formazioni più popolari della canzone italiana, mietendo successi in Italia e all'estero per più di 35 anni. In occasione di un'esibizione live al Risto Sound Mondo Beat di Buccinasco, tappa obbligatoria per chi vuole gustare "il revival", li abbiamo incontrati per scambiare quattro chiacchiere.

Quale è il segreto del vostro successo?
Franco: "Sicuramente la voglia e l'entusiasmo di fare questo mestiere. Naturalmente, non dobbiamo dimenticare i nostri collaboratori che abbiamo incontrato lungo il nostro percorso, che ci hanno permesso di arrivare fin qui".

Oggi il pubblico vuole ritornare indietro, c'è voglia di revival, forse il tempo presente è troppo pieno di incertezze?
Angelo: "Io credo che le incertezze ci siano sempre state e ci saranno sempre. Diciamo pure che forse è la forza delle canzoni che porta il pubblico a sentire l'esigenza di ritornare indietro. Le nostre canzoni sono diventate popolari perché hanno sempre captato gli umori e gli entusiasmi del pubblico".

Quanto vi è servito il festival di Sanremo per amplificare la vostra popolarità?
Angela: "Sicuramente è stato importante nel nostro percorso anche se non posso dire se saremmo arrivati fin qui se non ci fosse stato. Nel senso, chi lo può dire. Diciamo pure che, quando siamo saliti la prima volta sul palco dell'Ariston, c'era un solo modo di fare televisione e la gente rimaneva incollata davanti al piccolo schermo. Adesso ci sono mille altre distrazioni, e quindi anche per i Ricchi e Poveri sarebbe stato più difficile venir fuori dalla mischia".

Che rapporto avete con le nuove tecnologie? Quando avete iniziato vi sareste mai aspettati una rivoluzione come quella di Internet?
Angelo: "Certamente, no. Ci piace molto tutto questo anche se il progresso ci spaventa in un certo senso. Chi lo ha messo in piedi era cosciente del fascino di tutto ciò ma anche del rischio di perdere un contatto più vero con il mondo che ci circonda. Osservando i miei figli, mi rendo conto sempre di più che le giovani generazioni hanno perso il contatto con il supporto musicale, quello che per noi era il disco. E forse la perdita di questo contatto sarà un disastro per la musica".

Come trascorreranno i Ricchi e Poveri il prossimo Natale e quale augurio fate a voi e al vostro pubblico?
Franco: "Forse lo trascorreremo in giro, perché in quei giorni lavoriamo. Ci auguriamo tanta tanta serenità per noi, per le persone a cui ci sentiamo legati ma anche per tutti coloro che non conosciamo di persona ma ai quali ci unisce la musica o il testo di una canzone".