Intervista a Povia

Vorrebbe avere il becco: canzoni, il senso della vita, buonismo, finire diritti all'anima

"Vorrei avere il becco" ha vinto a sorpresa l'ultimo Festival di Sanremo. Eppure, dopo essere salito sul podio dell'Ariston, Povia non è cambiato. Rimane l'artista di sempre: semplice, cordiale, profondo e con una voglia di comunicare con gli altri.

Dopo l'euforia iniziale vorremo prendere coscienza di questa vittoria sanremese…
"L'anno scorso ho partecipato ed ho avuto un riscontro che non mi aspettavo. Sono tornato e mi sono rimesso in gioco. Poteva finire male invece è andata come è andata. Quando scrivi le canzoni con il cuore e arrivi direttamente all'anima, dando un significato positivo a quello che vuoi dire, una canzone può avere un senso. Mi hanno detto che sono un buonista. Se essere buonista è il contrario di essere stupido, non sono stupido come gli altri".

Cosa significa guardare il mondo con un becco? Può essere una speranza?
"So che il progresso non lo possiamo fermare ma io credo ancora in certi valori. Credo nel lottare per stare insieme. Non è che bisogna stare insieme per tutta la vita però i piccioni ci riescono. Dovremmo riflettere su questo".

"I bambini fanno oohh" è la stata la vincitrice morale di Sanremo 2005. Come è nato questo inno intenso all'infanzia?
"E' nato dopo quattro anni di depressione. Ero rinchiuso in casa con le tapparelle abbassate. Una canzone così non può che venir fuori dalla sofferenza".

Quale è il filo conduttore del tuo primo album "Evviva i pazzi…"?
"Ci possono essere tante distrazioni nella vita ma poi bisogna sempre fare i conti con il senso che abbiamo dato alla nostra vita. Penso che la vecchiaia non vada vissuta da soli, ma condivisa con un'altra persona. La domanda che mi pongo è se c'è ancora un'altra vita prima della morte".

Progetti per il futuro.
"Trascorrere sempre più tempo con la mia bellissima bambina e riuscire a scrivere canzoni che emozionino gli altri per la semplicità".