Intervista a Paolo Ruffini

Dal battesimo con Virzì al successo di "Natale a New York". Quattro chiacchiere con un livornese sveglio ed intraprendente

Sulla carta di identità c'è scritto che è un livornese doc. Paolo Ruffini ha conquistato il grande pubblico con il film campione d'incassi Natale a New York. Ha una faccia simpatica e quando lo incontri hai la sensazione di conoscerlo da sempre. E' stato ospite del Live Club di Trezzo sull'Adda per proporre il suo spettacolo Io, Paolino, doppio show. L'obbiettivo? Coinvolgere sempre il pubblico.

Paolo, negli ultimi tempi è tornato in voga il regionalismo alla Virzì, con cui ha lavorato. Perché?
"Direi che è tornato positivamente di moda un po' il regionalismo in generale, ovvero il trasportare in scena (o sullo schermo) personaggi, abitudini, dialetti, tic tipici delle principali regioni italiane e sono tutte cose che fanno molto ridere indistintamente. Prova ne sia, ad esempio, la comicità napoletana di Salemme, piuttosto che quella di Cochi e Renato tornati proprio ora alla ribalta su Rai 2. Personalmente trovo una cosa piacevole e interessante partire dai modi di dire locali per cercare di far divertire tutti gli italiani. Il toscano poi è ganzo come linguaggio perchè può sostituire parole di uso comune con termini inventati, simpatici e comprensibili anche ai non toscani. E' un po' la legge del cacciucco: è vero che è fatto a Livorno ma è mangiato pure in Svezia!".

Che vantaggi le offre essere un "toscanaccio" puro sangue?
"Probabilmente, rimanendo al linguaggio, il primo vantaggio per un comico è che il nostro dialetto è più comprensibile, immediato e popolare, perchè si cambia meno parole ed ha una cadenza che riesce sempre a strapparti un sorriso. Basta considerare la famosa c aspirata! Questo magari può essere un piccolo vantaggio rispetto ad altre forme dialettali che risultano meno immediate, seppur comunque sempre stupende e ganze da ascoltare".

Confessi la sua passione: il pubblico o la macchina da presa?
"Il mio amore principale è la macchina da presa ma devo anche dire che il rapporto senza filtri col pubblico è una cosa fantastica. Il cinema mette in risalto il talento puro di un artista ma senza contatto diretto, mentre televisione e teatro possono essere più di intrattenimento e improvvisazione vista anche la presenza degli spettatori davanti a te. Io al momento mi ritengo più un intrattenitore, al quale piace giocare con il pubblico improvvisando ma spero un giorno di poter crescere professionalmente ed essere in grado anche di fare cinema nel modo migliore".

Cosa c'è di suo nel personaggio di "Natale a New York"?
"Direi molto, sembra cucito per me! Il personaggio che interpreto è un totale fancazzista e io a scuola non ero certo uno studente modello ma mi divertivo molto a organizzare assemblee e ogni genere di attività. La cosa bella del ruolo che interpreto è anche che questo ragazzo riesce a coinvolgere persone più grandi di lui ed è un po' quello che faccio nella vita reale con lo spettacolo Io, Paolino, Doppio Show, giocando con il pubblico, scherzando sia con bambini che adulti, studenti e pensionati, cercando di instaurare un clima di complicità e amicizia e coinvolgendoli in prima persona nello spettacolo a divertirsi con noi. Per questo lo definisco un reality show teatrale anzi...se volete partecipare!!"

Che rapporti ha col web e quanto lo usa per rapportarsi con il suo pubblico?
"Lo uso tantissimo sia per navigare in generale che per rapportarmi con gli altri. Sul nostro sito www.nidodelcuculo.it ad esempio c'è il blog, la possibilità di lasciare messaggi ed è costantemente aggiornato con tutte le informazioni inerenti le mie attività e quelle dell'associazione cinematografica Il Nido del cuculo con la quale organizziamo festival ed altri eventi. Inoltre su Internet girarno liberamente ormai da anni i nostri doppiaggi in livornese doc, alcuni dei quali anche nel mio spettacolo: è quindi un mezzo che ha permesso di farmi conoscere anche fuori della mia regione. Poi, per quanto mi riguarda, non sono ipertecnologico e mi sento un po' impedito rispetto a chi ha il mouse come prolungamento del braccio ma la rete mi piace molto, tanto che la mia droga sul web è girare così come viene...anche a vuoto!

Con chi vorrebbe lavorare per dare più smalto al suo percorso artistico?
"Nel cinema mi piacerebbe lavorare con Carlo Verdone che considero uno dei più grandi attori italiani e se un giorno dovessi essere pronto non mi dispiacerebbe fare un film con Salvatores. Anche in televisione mi piacerebbe affiancarmi a persone di grande esperienza e cultura come Pippo Baudo".

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www.nidodelcuculo.it