Intervista a Oda Jaune

Nasce in Bulgaria e cresce in Germania, un'interessante artista della nuova generazione tedesca. Spirito libero e passione per l'arte italiana

Viso dolce e pulito, con un pizzico di fiabesco. Oda Jaune è una tra le più interessanti artiste della nuova generazione in Germania. Nata a Sofia, in Bulgaria, nel 1979, ha frequentato i corsi del Prof Jörg Immendorff all'Accademia di Düsseldorf, dove vive e lavora ormai da anni. Oda inizia a dipingere da bambina, sollecitata dal clima creativo che respira in famiglia con cui viaggia molto e ogni anno si reca a Roma in un devoto pellegrinaggio ai capolavori classici dei Musei Vaticani. Lì Oda impara ad apprezzare la pittura italiana. Poi il ritorno a casa, in quel paesaggio bulgaro immerso nella natura e nella nostalgia che sempre emerge nei suoi lavori, memoria di un tempo particolarmente felice. In previsione della sua prima personale a Milano, alla Fondazione Mudima dal 9 maggio all'8 giugno, abbiamo fatto due chiacchiere con lei.

Come ti ha influenzata l'arte italiana?
"Quando ero bambina scoprii che l'arte ha una grande forza. Stando a Roma, camminando per i musei del Vaticano e vedendo alcune delle più grandi opere, come quelle di Michelangelo, Bernini, Raffaello. Tutte opere fatte dall'uomo! Lì, presi la decisione, sebbene fossi piccola, che dipingere sarebbe stata la mia vocazione e la via che avrei potuto scegliere per dare qualcosa di mio al mondo, sviluppando una nuova visione e creando qualcosa di mio."

Come descriveresti la Bulgaria in poche parole? Vi sono delle nuove tendenze artistiche e qual è il suo potenziale?
"In Bulgaria ho le mie radici che sono molto preziose per me. Ci sono delle cose semplici che una persona non deve mai dimenticare, il gusto dell'acqua, la luce, il vento, la bellezza della natura, il suono che ti avvolge. E ovunque sei, anche molto lontano da casa, questi ricordi sono un tesoro che ti porti dentro. Viaggiando per il mondo con gli occhi ben aperti e incontrando nuove culture, tutto ciò cresce e diviene di una nuova grande bellezza."

Ci racconti qualcosa delle tue opere?
"Per me l'arte è assoluta libertà. Libertà dell'anima, della mente, del corpo. I ruoli che esistono nella vita non esistono nell'arte. E' uno spazio che ti devi creare da sola. Tutte le convenzioni, i limiti, il tempo, la gravità non possiedono potere nell'arte che è lo spazio in cui puoi infrangere tutte queste cose e in cui sia artista che osservatore hanno l'opportunità di superare la linee di confine. In ogni dipinto desidero creare una nuova realtà per ciascuna persona, in cui ognuno possa scoprire un nuovo se stesso, una parte nascosta d'anima, un volto di sè che nessuno conosce. Ogni opera ha una sua differente realtà, uno spazio diverso che invita ad entrarvi."

Perchè non usi dare titoli ai tuoi quadri?
"Perchè voglio lasciare alle persone la scelta di come entrare nell'opera con assoluta libertà di sviluppare i propri sentimenti in contatto con lo spazio che percepiscono i loro occhi. Ecco il motivo per cui non mi avvalgo dell'aiuto delle parole nelle opere."

Che cosa pensi della scena artistica milanese?
"Al momento non so molto a proposito dell'arte contemporanea milanese, ma, quando sono venuta a Milano lo scorso febbraio, in occasione della collettiva Malkunst 2 alla Fondazione Mudima, ho potuto vedere delle situazioni interessanti sia nelle gallerie private che negli spazi pubblici. Dall'8 maggio terrò una personale a Mudima e spero di avere l'occasione di approfondire la mia conoscenza."