Intervista a Nomadi

Incontro con l'anima dei Nomadi Beppe Carletti per un nuovo progetto con l'Omnia Symphony Orchestra

Beppe Carletti non nasconde una felicità data da un progetto nuovo, che tocca una band storica nel panorama musicale italiano, i Nomadi, cioè la collaborazione per un doppio album già diventato disco d'oro, accompagnato da dvd, con l'Omnia Symphony Orchestra del maestro Bruno Santori. In questa lunga cavalcata fra 32 classici della band e 2 inediti, la presenza dell'Orchestra è un arricchimento ad un vasto repertorio che la band ha creato in 45 anni di carriera potendosi vantare di un fedelissimo pubblico a cui questo progetto è amorevolmente dedicato.

Carletti, ha avuto la fortuna di vivere anni importanti e contrastanti dell'Italia. Quanto è cambiata la società?
"Si ho avuto la fortuna di vivere anni particolari per l'Italia, belli e positivi. Purtroppo ora non siamo in uno dei periodi migliori, è cambiata molto la società, stando con il gruppo ho avuto una posizione privilegiata nel senso che mi era possibile avere una visuale completa, vedere le persone, girare l'Italia."

Guccini è stato un incontro importante per i Nomadi, e nel nuovo album sono molte le sue canzoni che interpretate accompagnate dall'orchestra, cos'è per voi Guccini?
"Francesco ha influenzato molto la storia dei Nomadi e viceversa. È stato fondamentale per noi averlo incontrato e sappiamo di essere stati fortunati, è un poeta. L'incontro con lui risale anche ad un periodo della musica italiana dove si aveva semplicemente voglia di fare, ancora prima di pensare al successo. Dio è morto, è stato ed è un manifesto per tutti, senza schieramenti politici ed è il concetto alla base del successo di 40 anni dei Nomadi."

Infatti, come si può mantenere un'energia ed un entusiasmo di questo livello in 40 anni di carriera?
"Partendo dall'idea che piano piano tutto si esaurisce siamo consapevoli del fatto che non si possa credere di fare tutto da soli. Bisogna essere aperti e capire che oltre alla nostra curiosità bisogna anche sperimentare, ecco il perchè dell'incontro con il maestro Santori e con Guccini."

Come nasce il progetto con il maestro Sartori, e come è stata fatta la selezione dei brani dell'album con un repertorio vasto come il vostro?
"Abbiamo voluto scegliere brani storici nel percorso dei Nomadi, ma oltre ai classici anche quei brani che i nostri fans conoscono e che amano senza che siano stati singoli. E' una grande operazione e siamo stati il primo gruppo italiano a farlo, è un progetto che permette a chi non conosce la musica sinfonica di avvicinarsi. Fondere la nostra musica con quella dell'orchestra è stata un'esperienza incredibile, mentre suonavo le tastiere avevo i brividi nel sentire la musica alle mie spalle che cresceva, e Bruno è stato davvero bravo a coordinare 79 elementi che hanno accompagnato i nostri brani senza alterarli ma potenziandoli incredibilmente."

E lei Bruno cosa ne pensa?
"Incontrare i Nomadi è stato anzitutto una crescita umana, ho lavorato a stretto contatto con loro a Sanremo, ho visto i loro concerti e ho conosciuto il loro pubblico sanguigno, ho visto come i Nomadi conoscano e amino il loro pubblico, poi mi sono isolato ad ascoltare continuamente i loro brani a conoscere a fondo la filosofia che li muove. E sono diventato anzitutto un loro fan. Io ho solo orchestrato i loro pezzi senza alterarli perchè erano già perfetti così."

Cosa pensate della musica di oggi, dei mezzi con cui viene fatta, internet compreso, degli spazi adibiti?
"Internet come tutto, viene abusato" risponde Beppe Carletti "e da mezzo utile diventa vero e proprio danno per la musica, inoltre la scena attuale predilige dare maggior spazio alla musica staniera, soffocando i big ma anche trattando la musica di gruppi nuovi come usa e getta, finchè il singolo funziona ok, poi finiscono nel dimenticatoio."
"Io spero che le strutture diano il giusto spazio a questo progetto" mi dice Bruno Santori "permettendo ai Nomadi e all'Orchestra di portare questo doppio album live nei teatri e nei palazzetti adatti ad accogliere un organico ricco. Sarebbe importante per onorare questo gruppo, ma anche per avvicinare questa musica al pubblico enorme nato col passaparola dei Nomadi."

© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati