Intervista a Noel Gallagher

High Flying Birds: il primo disco da solista del re del Britpop, ex frontman degli Oasis

Sonorità ariose, testi che parlavano di desideri, sogni e fiducia nel futuro. Questi erano gli Oasis forse l'ultima grande band rock che, come i Beatles negli anni Settanta, ha accompagnato i pomeriggi e le sere dei ragazzi degli anni Novanta. E il suo frontman Noel Gallagher ne sa qualcosa. Oggi, a quarantacinque anni, intraprende la carriera da solista e pubblica High Flying Birds, un disco di dieci tracce in uscita il 18 ottobre (Warner Music), anticipato dal singolo The Death of You and Me. Lo incontriamo al Westin Palace. Capelli ordinatamente arruffati, un look casual e un'aria e un umorismo decisamente British.

Noel come mai, dopo tanti anni di successi sul palco, solo ora un album da solista?
"Ero impegnato. Ho una moglie e tre figli. Adesso che sono un po' più libero sono riuscito a prepararne non uno ma due. Il secondo, (non ci rivela il titolo) dalle sonorità psichedeliche, uscirà penso la prossima estate. L'ho composto insieme al duo dance inglese Amorphous Androgynous".

Il tuo nuovo lavoro sembra un composit ambizioso e variopinto, diverso rispetto al sound Oasis.
"Il mio album va dove gli Oasis non sono mai andati. Dal ragtime stomp di New Orleans di The Death of You and Me a un sound che prende ispirazione da Ennio Morricone in Everybody's On the Run. Tutti pensano che abbia fatto consapevolmente qualcosa di diverso rispetto agli Oasis. Ma non è così. Non so ancora cosa aspettarmi".

Come e dove crea Noel?
"Non ho un posto o un modo. Sicuramente, quando c'è silenzio in casa, strimpello la chitarra sul divano. Davanti alla tv. Ma lo faccio per me. Poi all'improvviso viene fuori qualcosa di bello. E allora, lo fermo e ci lavoro. Ma non ho mai studiato musica. Non conosco gli accordi. Vado su ispirazione e a orecchio".

E come fai con i tuoi musicisti?
"Ho grande difficoltà. Loro mi chiedono costantemente di spiegargli gli accordi. Ma non so cosa fare. E dico: ascoltate e trovateli".

Chi sono questi High Flying Birds? Parlano di te?
"No. Non scrivo album autobiografici. Non sono nessuno in particolare. È la vita in generale. Quello che accade intorno. Parlano di me e di te".

Progetti per il futuro?
"Il nuovo tour che il 28 novembre farà tappa all'Alcatraz".

Un'ultima cosa quale sarà la scaletta del concerto? Siamo destinati a mettere nell'album dei ricordi Don't Look Back in Anger?
"Non so ancora. Sicuramente ci saranno molti pezzi scritti da me. E avrai capito cosa intendo..."

Tiro un sospiro di sollievo. Un revival dell'adolescenza di tanti ragazzi è salvo.