Intervista a Nicky Nicolai e Stefano Di Battista

Insieme nella vita e nella musica, tra amore e note

Più sole (Emarcy/Universal Music) è l'album di Nicky Nicolai e Stefano di Battista, nato dal sodalizio artistico e personale tra la cantante e il sassofonista. L'album vanta collaborazioni importanti da Lorenzo Cherubini a Ennio Morricone, passando per Mario Biondi. La coppia ci parla della loro vita, musicale e non.

Come vi siete avvicinati al mondo della musica?
Stefano Di Battista
: "Dopo il conservatorio e le mie prime esperienze con Roberto Gatto, mi sono spostato in Francia. Lì è arrivata una grande occasione, grazie a Aldo Romano e poi a Laurent Cugny, che mi hanno voluto subito per ONJ (Orchestra Nazionale del Jazz). Far parte dell'etichetta Bluenote mi ha dato l'opportunità di collaborare con grandi musicisti come Elvin Jones".
Nicky Nicolai: "Anche io ho avuto una formazione al conservatorio, unita però agli studi di recitazione. Le mie prime esperienze sono state più dilutite nel tempo e molto variegate: ho fatto musical, programmi televisivi, la corista ma tutto sempre con molta calma".

Come vi siete incontrati?
Stefano Di Battista:
"La nostra storia è stata prima sentimentale e poi musicale: ci siamo incontrati a un concerto perchè io sostituivo uno dei musicisti di Rosana Casale, ma NIcky ha scoperto solo dopo che avrebbe fatto questo mestiere. Poi ovviamente è arrivata la collaborazione musicale".
Nicky Nicolai: "Stefano ha prodotto il mio primo disco, forse perchè ha capito che avevo bisogno di una spinta per vincere la pigrizia".

E lavorare insieme?
Nicky Nicolai:
"In alcuni casi si tratta di un processo creativo comune, in altri intervengo solo dopo con la voce. Tutto sempre molto spontaneamente, senza regole anche perchè io intanto devo badare anche a nostra figlia".
Stefano Di Battista: "Ci compensiamo molto, forse però rischiamo di essere poco obbietivi. Capita lavorare separatamente perchè io sono via per concerti".

In "Più sole" ci sono molte collaborazioni illustri...
Nicky Nicolai
: "Sono state tutte molto casuali, come il regalo di Ennio Morricone. Una sera durante un cena, aveva da poco vinto l'Oscar, è andato al piano e ha composto questa melodia che ci ha regalato. Noi poi abbiamo scritto il testo e l'abbiamo voluta dedicare a nostra figlia".
Stefano Di Battista: "Amo condividere la musica con altri. Fare un disco è un'avventura a cui le collaborazioni danno nuova energia. Per esempio abbiamo coinvolto Shama Milan, grande musicista cubano, per fare la mia canzone preferita di Adriano Celentano. Per le cover ci vogliono tonalità nuove!"

Stefano, ti esibisci in tutto il mondo, com'è l'ambiente musicale a Milano?
Stefano Di Battista: "Al pubblico italiano piace vedere un artista connazionale, ma forse pretende anche di più. Mi fa piacere vedere ad ogni concerto qualche giovane in più, credo siano alla ricerca di qualcosa di diverso, di non omolagante. Senza nulla togliere a Milano e al suo pubblico, però ritengo che in questo momento la capitale del jazz in Italia sia Roma".

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