Intervista a Negramaro

Il tour in Europa li divide dalla fatidica data di Milano, quando saranno il primo gruppo italiano a cantare a San Siro

Il primo gruppo italiano che suoneraà in quella che viene definita "La Scala" del calcio, ovvero lo stadio Meazza di Milano, saranno i Negramaro, il prossimo 31 maggio.  L'impresa non è di poco conto, anzi... eppure la band salentina ha già venduto 25 mila biglietti. Molti dettagli devono ancora essere definiti (special guests saranno The Fratellis e The Hoosiers, per ora), dopotutto prima di San Siro li aspetta l'imminente tour europeo. A rispondere è Giuliano Sangiorgi, perfetto portavoce di tutto il gruppo.

Il concerto del 31 maggio sarà piuttosto impegnativo, non siete mai stati circondati da così tanti fan in un solo concerto...
"C'è grande attesa da parte nostra. In tanti ci hanno detto che il progetto San Siro era roba da pazzi: è sicuramente così. Però questa scelta non è da parte nostra un atto di presunzione, ma un altro mezzo per raggiungere il nostro obiettivo: far vivere delle emozioni a quanta più gente possibile grazie alla musica. La nostra musica."

Le emozioni da dare al pubblico, quelle che vi spingono a fare musica: per voi questo è un tema molto sentito, lo sottolineate appena potete.
"Esatto, anche i nostri dischi non sono nient'altro che contenitori di emozioni, non di singoli da sfornare uno via l'altro. Almeno, per noi sono questo. E la musica invece è condivisione, e dunque per questo che amiamo il pop, nel senso di popolare, e questo concerto è quanto di più popolare ci venga in mente."

Quali brani eseguirete?
"Ora abbiamo chiara la scaletta che faremo nel tour europeo, ma sicuramente nel concerto di Milano ci sarà una fase elettrica. Comunque devo dire che l'esperienza nei teatri ci ha reso più sicuri, più forti. Senza quell'esperienza probabilmente non ci sarebbe San Siro".

Intanto per radio passerà il terzo singolo dell'album La finestra. Si intitola Via le mani dagli occhi. Al video ha preso parte anche l'atleta Oscar Pistorius (il centometrista privo delle gambe, corre aiutato da protesi in carbonio e intende gareggiare alle prossime Olimpiadi, n.d.r.). Come mai?
"Spesso ci accusano di fare solo canzoni d'amore. C'è chi mi ferma e mi chiede "Ma che t'è successo? ma chi ti ha lasciato? Chi ti ha fatto soffrire?". In realtà noi non cantiamo necessariamente l'amore tra un uomo e una donna. Tenco scrisse Vedrai vedrai per la madre e nessuno se ne accorse. Ecco, anche il nostro è un brano d'amore, solo più attuale, e volevamo che fosse visivamente attuale. Pistorius è il simbolo di chi vive il pregiudizio. Mi emoziona pensare al momento in cui ha perso le gambe, perchè nonostante questo è riuscito ad andare avanti. Non accontendandosi di camminare, ma con la voglia di correre".

Un po' come voi: non state mai fermi, prima il tour nei teatri, poi questo in Europa, dopodiché Milano...
"Infatti. Il punto di questa esperienza è la voglia di non adagiarsi sugli allori, la voglia di non fermarsi mai. Noi viviamo tutti insieme in un casolare a Parma e passiamo le notti a scrivere, a suonare pezzi nuovi, proprio per la stessa ragione. Mettersi sempre in gioco".

Aprile vi vedrà lontani dall'Italia, ma che farete voterete ugualmente? E come?
"Personalmente non ho problemi a dire che voterò a sinistra. La mia è una famiglia proletaria e prenderò sempre le parti di chi ha meno, anche se un giorno dovessi arricchirmi. Gli "altri" mi sembrano , non so... i borghesi dell'Ottocento. E comunque devo dire che mi dà molto fastidio quando la politica tira in mezzo gli artisti per cantare alle loro manifestazioni: gli artisti creano un movimento di pensiero che non può essere strumentalizzato, nè è giusto strumentalizzare il pubblico per propaganda".

Torniamo al vostro dopo elezioni, e quindi al concerto di San Siro. Una curiosità: siete mai stati in questo stadio per vedere lo spettacolo di uno dei vostri musicisti preferiti?
"No, mai".

Che sia di buon auspicio?

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