Intervista a Milano sui Muri

Un viaggio nei luoghi più caratteristici e nei tempi più significativi della città attraverso un volume di Davide De Luca

La storia sui muri. Alla scoperta di Milano targa per targa (Terre di Mezzo, Euro 25,00) è un libro che conduce di via in via nel mezzo del traffico meneghino, alla scoperta della storia della città. Una storia fatta innanzitutto da uomini e donne, persone che hanno vissuto Milano e a Milano. Le loro vicende sono state raccolte e raccontate dall'autore del volume, Davide De Luca.

Com'è nato La storia sui muri?
"Da due idee. La mia era quella di creare una guida "trekking" di Milano: un itinerario che facesse riscoprire i luoghi della città, del passato e del futuro. Un'idea che ha incotrato quella di Terre di Mezzo, dove invece avevano in mente un percorso tra le targhe affisse per la città".

Come hai fatto a mettere insieme questo libro?
"Sono laureato in storia e alcune vicende già le conoscevo, come pure molte targhe. Mi ha aiutato molto il sito internet http://www.chieracostui.it/, un ottimo motore di ricerca per venire a conoscenza di quelle targhe che magari sono custodite negli androni o nelle case private. E poi ancora ho fatto ricerche nelle biblioteche. Talvolta, anche è stato utile l'incontro con le persone, come quello con una vecchietta che mi ha spiegato la sotira di Giovanni Danti, la cui targa è affissa in Piazza dei Mercanti".

Girando per Milano in cerca delle "tue" targhe hai avuto qualche sorpresa?
"Quando sono andato a visitare il Centro di Recupero per Minori dove era stato Giovanni Segantini, sì. La struttura originaria era a San Barnaba, negli anni '80 è stata spostata in via Airaghi, a Baggio. Ormai però è completamente vuota, anzi io ci ho trovato una famiglia di immigrati che la occupava...".

Credi che i cittadini conservino la memoria di Milano?
"Fortunatamente possiamo ancora ascoltare le vecchie generazioni raccontare della città quando era ancora tutta sui Navigli e l'Olona scoperti".

L'identità di Milano si sta perdendo?
"No e non si è mai persa. Specie nei quartieri in periferia c'è un attaccamento molto forte. Io vengo da Lorenteggio, una zona dove non mancano problemi legati all'immigrazione, eppure non si è affievolito il legame col quartiere. Bisogna stare attenti all'evoluzione dell'identità e della cultura. Oggi ci sono, per così dire, dei nuovi milanesi, come le seconde generazioni degli immigrati che hanno un peso economico e culturale nella vita della città. Serve un confronto per andare incontro al futuro e smettere di pensare che si è milanesi solo se si parla il dialetto".

Come inquadri il successo di alcune guide su Milano, come 101 cose da fare a Milano?
"C'è il desiderio di riappropriarsi di questa città, dalla quale non è raro voler scappare. Personalmente ci sono passato, ma mi sono anche detto: perchè invece non restare e scoprire cosa ti può dare Milano? Dietro San Sepolcro, in zona via Torino, ci sono delle viette che mantengono la dimensione di borgo. Io ci porto gli amici che vengono da fuori e restano tutti incantati, perchè non si aspettano una Milano così. Ma la riscoperta passa anche dai ristoranti tradizionali, ma qui ci metto del mio perchè un mio grande sogno è quello di aprire un locale dove oltre a buon cibo si offrano anche delle iniziative culturali".

A proposito di futuro, in vista dell'Expo 2015 l'immagine della città cambierà. Come vedi i nuovi progetti architettonici?
"Non mi dispiace l'idea che la città cambi e modifichi il suo skyline. Spero che tutti i progetti legati all'Expo, da quelli strettamente urbanistici a quelli infrastrutturali, facciano di Milano una città davvero europea, come Londra o Parigi".

Portando La storia sui Muri in metropolitana, non c'era passeggero che non sbirciasse le pagine che stavo leggendo. Perchè credi che questo libro possa risvegliare l'interesse dei cittadini?
"Perché è emozionante scoprire la storia di personaggi "secondari", ma anche venire a sapere curiosità che riguardano i grandi: tutti sanno che Manzoni ha vissuto a Milano, ma chi sa quando, dove e perchè Einstein ha soggiornato in città? E poi il merito va anche all'illustratore (Gabriele Orlandi, n.d.r.)che ha mostrato i luoghi raccontati anche dal punto di vista del paesaggio umano, riuscendo anche a sdrammatizzare gli argomenti talvolta delicati di cui si parlava".