Intervista a Mercedes Ruiz

Ha solo 27 anni la stella ridente del nuovo flamenco, fedele alla pura tradizione andalusa

Ilusion Flamenca al Teatro delle Erbe è stata una bellissima occasione per far conoscere Mercedes Ruiz al pubblico e per dare vita a tre giorni di stage presso L'Arcobaleno Danza, scuola che da vent'anni porta avanti a Milano progetti inerenti il ballo e che si prodiga per sviluppare la cultura andalusa. Spettacolo e stage sono stati realizzati grazie alla collaborazione con danzADhoc, associazione che propone la danza come strumento di comunicazione, creando produzioni e un ponte tra il mondo dell'arte di Tersicore e quello del lavoro. Abbiamo incontrato Mercedes dopo le lezioni ed ecco cosa ci ha raccontato questa graziosa bailaora di soli 27 anni, con una forte energia comunicativa sia nell'interpretazione che nell'insegnamento.

Hola Mercedes, quando iniziasti a studiare flamenco?
"Ho iniziato a quattro anni all'Accademia di Jerez de La Frontera, con Ana Maria Lopes e già con le scarpe chiodate. I primi balli che si affrontavano da piccole erano Sevillanas e Bulerìas."

E a quattro anni cosa pensavi del flamenco?
"Per me era naturale ballare e non mi è mai sembrato nulla di speciale, nel senso che io ero immersa in questo mondo."

Cosa pensi invece di noi italiani o stranieri che studiamo quest'arte?
"Mi fa molto piacere che ci sia sempre più gente che si avvicina al flamenco, poichè si aggiunge spessore ad esso e c'è più possibilità di tenere stage e spettacoli all'estero. La fortuna di chi nasce in Andalusia è proprio di avere il flamenco a portata di mano, mentre chi è lontano magari ce l'ha nel cuore e deve solo scoprirlo per farlo emergere e decidere quindi di studiarlo."

Cosa rappresenta per te il baile?
"E' parte della mia vita. E' come respirare, non mi accorgo di farlo, ma se non lo faccio muoio."

Ti accorgi di creare qualcosa di magico, quando danzi?
"Cerco di rendere magico il momento del baile, però quando ballo non penso a nulla di particolare. Sono soddisfatta se sento il calore del pubblico e vedo le persone emozionarsi."

E qual è la cosa che più ti gratifica nell'insegnare?
"Cerco di insegnare dando tutta me stessa per fare in modo che gli allievi imparino e facciano bene i passi, dando anche una loro interpretazione. Se si trovano bene con me, sono felice."

Un saluto alla dolce Mercedes e un grande "Que vaya bien!"