Intervista a Meghan Trainor

Il fenomeno del momento che con All About That Bass ha battuto il record di Michael Jackson

È bionda come una Barbie, ma non ha le sue stesse misure. Meghan Trainor è diventata famosa per aver portato al successo All About That Bass, canzone che invita ad accettare il proprio corpo così com'è: lei, che ha qualche chilo in più, lo fa.

Bel messaggio (Meghan non è poi così sovrappeso) e brano di successo, entrato nella cinquina dei canditati al Grammy come canzone dell'anno, che premia chi ha scritto il brano, e in nomination anche come registrazione dell'anno, con premio all'interprete e ai produttori.

Va anche detto che All About That Bass è rimasto al primo posto della classifica Hot 100 di Billboard per otto settimane, superando il record che Michael Jackson aveva ottenuto con Billie Jean (1983) e Black Or White (1991).

Lanciata da questi risultati Meghan ha pubblicato il suo album, Title. Un concentrato di musica pop, caraibica, soca, doo­woop e hip hop, spumeggiante come lei, che intanto si gode quel successo a cui ha puntato fin da bambina.

Meghan Trainor

Meghan Trainor

Ci racconti com'è nata questa hit, orecchiabile e fresca?
"Non c'è chissà cosa da dire, in realtà. All About That Bass è nata a casa, ci ho messo un'ora a buttarla giù. Avevo visto la foto di una bellissima ragazza su cui l'uso di qualche ritocco grafico aveva malamente modificato un braccio: l'idea mi è venuta da lì. Ho voluto semplicemente dire che ognuno fisicamente è come è, dobbiamo imparare ad accettarci. Con un po'di leggerezza, se possibile. Noi donne dobbiamo amare il nostro corpo e rispettarlo: crediamo in quello che siamo!".

Hai un modello di artista e donna forte e sicura di sé a cui guardi?
"Certamente, è Beyoncé. La amo, è la numero uno".

Hai altri idoli musicali?
"Adoro Stevie Wonder e ammiro Bruno Mars, come autore e come performer dal vivo".

Tu hai iniziato giovanissima a scrivere canzoni.
"A 13 anni, e vi assicuro che non ero un gran che (ride, nda). Poi per fortuna si migliora; io l'ho fatto anche grazie al continuo sostegno della mia famiglia. Ho sempre voluto diventare una star ma pensavo di non avere il look giusto. Guardavo Beyoncé, Rihanna e mi dicevo che ero troppo diversa da loro. Allora mi sono messa a scrivere canzoni. Così sono arrivata al primo contratto. Poi ho cantato All About That Bass, pubblicato un ep e poi l'album Title, ed eccomi qua".

Sei diventata una star, nonostante i tuoi pronostici.
"Un sogno che si avvera, ho sempre puntato al successo. All About That Bass piaceva, ma non si trovava un’interprete per cantarla. LA Reid (importante produttore discografico, nda) mi ha suggerito di tenermela per me. Mi ha anche incoraggiata dicendomi che avevo il look giusto per quella che sono. Così l’ho cantata. Però continuo a guardare i video in tv e penso wow, che gambe! quando vedo certe cantanti. Insomma, le ammiro come facciamo tutti".

Come descriveresti il tuo album?
"Ho voluto che fosse molto diretto e chiaro nei testi. Dal punto di vista musicale ci ho messo ogni influenza che mi piace, creando un sound moderno. Ho cercato di fare in modo che le persone trovassero interessante ogni canzone, così che fossero invogliate ad ascoltare anche la successiva".

Ai Grammy Meghan non parte favorita, ma un premio non fa una carriera. Per capire di che pasta è fatta non ci resta che metterla alla prova nella sua unica data italiana, il concerto milanese al Fabrique del prossimo 4 giugno.