Intervista a Maurizio Glielmo

Nel 1989 ha fondato la Gnola Blues Band. Da allora il blues milanese non è stato più lo stesso

Sfogliando la storia del blues milanese compare il nome di Maurizio Glielmo, chitarrista e voce della Gnola Blues Band, che domina la scena musicale del capoluogo lombardo da quasi 17 anni.

Perché l'idea di formare una blues band?
"Siamo cresciuti musicalmente ascoltando il blues, per essere  sinceri non essendo nati né a Chicago e neanche sulle rive del Grande Fiume Mississippi ascoltando il blues-rock! E quindi ci siamo avvicinati alla musica del diavolo".

Quale tratto vi caratterizza?
"Penso sia quello di essere molto compatti come sound, caratteristica che è venuta fuori col passare degli anni, e anche quello di ricercare qualcosa che non sia tipicamente blues ma con delle sfumature di rock, country, r&b, e così via".

Che difficoltà si possono incontrare nel fare questo tipo di musica a Milano?
"A Milano? Penso sia come tutti gli altri posti d'Italia e forse d' Europa dove andiamo a suonare. Ma non le chiamerei difficoltà. Chiaramente non facciamo
musica commerciale di conseguenza qualche problemino nel proporre ciò che facciamo si può incontrare. Tuttavia, abbiamo fortunatamente un buon
seguito, un nostro pubblico, si insomma siamo soddisfatti di ciò che facciamo". 

Quale è la situazione attuale del blues made in Italy?
"E' cresciuta tantissimo negli ultimi anni, basta vedere quante band sono nate e quante se ne sono affermate nel panorama blues italiano. Forse adesso se usi il
termine musica blues la gente sa cosa vuoi dire e non è più un termine per i pochi addetti ai lavori."

Cose ne pensi del progetto musicale "Anima Blues" di Eugenio Finardi?
"E' una cosa molto positiva, sopprattutto perché è un progetto portato avanti da un grande musicista che ha fatto una scelta coraggiosa e mi fa pensare che sia
tornato alle sue origini musicali. Non posso che esserne contento. E' come avere la conferma che questa musica sia davvero eterna, non muoia mai".

Cosa si dovrebbe fare per allargare questo genere a più "pubblici"?
"Convincere gli organizzatori, i promoter a rischiare di più su questa musica, insomma più festival, più attenzione discografica, più radio e tv".

Che tipo di musica ascolti?
"Sai, ascolto molto Blues. Scherzo, non solo blues. Un po' di tutto ciò che ha radici in particolar modo nella musica afroamericana".

Dove potremo ascoltarvi prossimamente?
"Il 27 gennaio al Nidaba di via Gola. Abbiamo una data fissa quasi ogni mese, e sono anche un frequentatore del locale che propone sempre musica molto interessante. Vi aspettiamo..."