Intervista a Massimo Guercio

Penne emergenti tra rischi editoriali, istantanee dei decenni trascorsi e l'entusiasmo per la scrittura in una "Tribù degli indivisibili"

Massimo Guercio è veronese di nascita, ma milanese di adozione. Ha 36 anni e il suo approccio alla scrittura arriva con la poesia. Ottiene diversi riconoscimenti che lo incoraggiano a percorrere questa strada. Lo scorso novembre è uscito il suo primo romanzo dal titolo La tribù degli indivisibili.

Massimo, questo romanzo è una vera fotografia degli anni novanta…
"Sì, si parla di un gruppo di giovani che vivono come tanti altri una nuova fase della propria vita tra incontri ed esperienze stimolanti. Insicurezze, drammi personali, sogni nascosti, tutti legati dal filo dell'amicizia. Un gruppo indivisibile, come se tutti appartenessero alla stessa tribù".

Cosa ha spinto il suo editore a rischiare?
"Tutti i fatti narrati sono realmente accaduti e le persone protagoniste sono ancora viventi. Questo libro è la mia autobiografia e quindi a maggior ragione l'editore ha accettato di pubblicarlo".

A quale personaggio vorrebbe assomigliare?
”Non ci sono vie d'uscita: ad Andrè, perché lui è il mio alter ego letterario".

Cosa deve fare un giovane scrittore per avere visibilità nel difficile mondo dell'editoria?
"Occorre bussare a centinaia di porte, nonostante molte non si aprano. Bisogna essere molto intraprendenti e crederci, anche se molte persone ti dicono di lasciar stare. Partendo dalla poesia, per esempio, sono entrato in contatto con numerose persone che organizzano eventi in centri culturali. Mi sono fatto notare e così il mio manoscritto è arrivato sulla scrivania di Pierpaolo Serarcangeli. Mi ha telefonato quando ormai avevo perso ogni speranza.".

Il web dilaga. Quale contributo può dare alle penne emergenti?
"Internet è attualmente l'unico modo incisivo di divulgazione per spingere i lettori ad acquistare il libro cartaceo. Non è soltanto una strada commerciale, ma anche un canale in più per farsi conoscere".

Sta già lavorando ad un nuovo romanzo?
"Il mio secondo libro sarà l'antefatto della Tribù degli indivisibili e parlerà degli stessi protagonisti nel periodo adolescienziale tra la metà degli anni ottanta ed i primi dei novanta. Sarà più violento e più legato alle mode. Era il periodo dell'esplosione del fenomeno dei paninari, i dark soccombevano ed i metallari non accettavano la presenza dei nuovi giovani yuppies. Erano gli anni delle risse della domenica pomeriggio e dei pestaggi per la sopravvivenza nei quartieri di periferia. Ciò dimostra che gli atti di bullismo che tanto fanno discutere al giorno d'oggi ci sono sempre stati".

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