Intervista a Masbedo

Colloquio frenetico con Nicolò Massazza del duo videoartistico di scena con Indeepandance

Dopo Milano Jazzin' Festival, all'Arena Civica riecheggia nuovamente la musica. Questa volta però non si tratta solo di "semplici" concerti, ma di un evento più ambizioso: Indeepandance. Crogiuolo di musica, parole, immagini, luci che in uno spettacolo di 70 minuti ha l'obiettivo di raccontare il disagio dell'uomo alle prese con il mondo contemporaneo. Abbiamo contattato Nicolò Massazza, metà del duo videoartistico Masbedo insieme a Jacopo Bedogni. Masbedo ha realizzato la grande videoinstallazione che stazionerà all'Arena per tre sere, mentre sul palco si avvicenderanno musicisti internazionali.
 
Nicolò, cosa ci puoi raccontare del progetto di Masbedo in scena a Indeepandance?
"E' stato un lungo lavoro, che ci ha impegnati per tre anni. Ci sono state pause anche lunghe e purtroppo obbligate, per poter trovare nuovi finanziatori. Siamo poi riusciti a conquistare l'interesse di Caterina Caselli della Sugar e della Regione Lombardia. Abbiamo viaggiato per mezza Europa: prima in Islanda, per
 registrare negli studi di Bjork, poi a Londra dove abbiamo collaborato con Stewart Copeland dei Police".
 
Da quel che si sa la lista delle collaborazioni è molto lunga...
"Lo scrittore Aldo Nove e il compositore Vittorio Cosma sono state le figure con cui siamo stati più coinvolti: ciascuno prima ha fatto da sé, poi siamo stati tutti presenti nella fase di montaggio e post produzione. Oltre a loro vorrei ricordare il lavoro fatto con il produttore Howie B., il violoncellista Jacques Morelenbaum, Marlene Kuntz, Boosta, Mùm, Elisa e tanti altri che hanno scritto parti di canzoni per Indeepandance".

Tanta fatica avrà già dato qualche soddisfazione a te e a Jacopo.
"Sì, e una delle più grandi sono arrivate - inaspettatamente - dai finanziatori del progetto Indeepandance. In genere non amo fare questo tipo di dichiarazioni, ma è proprio per l'eccezionalità della situazione che ringrazio Massimo Zanello (l'Assessore alla Cultura della Regione Lombardia) e ancora una volta Caterina Caselli: ci hanno lasciato fare come volevamo da subito, dicendoci semplicemente di fare arte. E' un atteggiamento che si trova molto raramente nelle istituzioni".

Che risultato sperate di ottenere dal vostro lavoro all'Arena Civica?
"Io e Jacopo ci teniamo a sottolineare il carattere inclusivo di quest'opera. Tanti, troppi eventi artistici tendono ad essere esclusivi, invece noi vogliamo richiamare il pubblico e soprattutto coinvolgerlo ed emozionarlo con le nostre immagini, complici i quattro megaschermi di 16 metri per 9 su cui scorreranno. Ecco, vogliamo che la gente sia partecipe".
 
Che cos'è per te la videoarte?
"Videoarte è la massima espressione del nostro tempo, perchè permette di usare e sperimentare tantissimi linguaggi, a partire da quello più contemporaneo del video e del cinema, incrociandolo però con la scrittura, la sceneggiatura. La videoarte è un contenitore dove si "meticciano" tante diverse discipline".

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