Intervista a Marti Guixè

Un artista del gusto contemporaneo che sviluppa il concetto del cibo

Dalle più famose gallerie d'arte d'Europa al Museo D'Arte Moderna di New York la ricerca di Marti Guixè approda a Milano, in occasione del Fuori Salone di Saporiti Italia, con l'evento Food Forniture alla Torneria Traviganti. L'artista ex-designer catalano da dieci anni sviluppa il concetto di cibo, la tecnica per prepararlo, presentarlo e gustarlo, anticipando alcune delle tendenze alimentari più interessanti degli ultimi anni. Le sue creazioni sono giochi di colori e sapori in costante contatto col contemporaneo.

Marti, qual è il trend del food-design attuale?
"Sono fuori dai trend. Credo di più in un disegno globale per provare ad essere in contatto con la contemporaneità."

Cosa significa essere contemporaneo?
"Vedere come vive la gente e rendere i prodotti vivibili, usando ciò che più è funzionale. Tutto è in costante cambiamento, ma fondamentale è comunicare qualcosa, non solo la rappresentazione estetica."

C'è un ingrediente che ricorre sempre nelle tue creazioni?
"Sì, la contemporaneità."

Se dovessi eleborare un piatto ispirandoti a Milano, come sarebbe?
"Potrebbe essere l'Energy Pack che ho prodotto per Saporiti Italia. Un concentrato di energia con diversi semi. Provalo."

In effetti è squisito questo Energy Pack e ricorda un dolce tipico del Nord Italia, il Panone Valtellinese... Cosa consigli a chi si voglia avvicinare alla professione del food-designer?
"Di non essere scontato, di non ripetersi, di non nessere nostalgico, ma al passo coi tempi e avere una visione unica del tutto. Inoltre è fondamentale pensare idee che possano prendere la strada della produzione."

Forse di vedere anche oltre il presente?
"No, io non penso a cose per il futuro, poichè non si sa come esso sarà. Se fai un progetto adesso per il poi, potrebbe essere un futuro falso, che non si attuerà. Non sono "sognatore"."

C'è un colore che appaga di più il senso del gusto e che magari fa sentire più sazi alla sola vista?
"Sicuramente. Penso che sia soggettivo, ma i colori servono a dire cosa si vuole esprimere e la decorazione è uno strumento da non sottovalutare, è un sistema memotecnico. Quando vediamo un colore, nel nostro cervello avviene una reazione che stimola una proteina che può appagare il gusto o stimolarlo."

A proposito del fatto che la cucina mediterranea sembra avere un po' perso il suo primato a favore di quella giapponese, cosa ne pensi? Anche in Spagna è così?
"Non essendo uno chef non so ben dire se sia proprio così ovunque, ma noto che pure in Spagna c'è una tendenza che privilegia l'oriente. Comunque credo sia solo una moda."

Nelle tue creazioni si respira aria di globalizzazione, ma questo può voler dire tutto e niente...
"Ritengo che non vi siano più i confini estetico-culturali che c'erano una volta, perciò mischio diversi elementi per dare vita ad oggetti, cucine, cibi che non siano industriali, bensì con una personalità propria, che chi sceglie sente vicini a se stesso."