Intervista a Marlene Kuntz

Riccardo Tesio racconta la "catarsi danzante" del gruppo di Cuneo

I Marlene Kuntz vedono la luce nel 1987, dall'unione degli amici Luca Bergia
e Riccardo Tesio a cui si è aggiunto in seguito Cristiano Godano, voce e
chitarra. Da quel di Cuneo sono partiti e hanno conquistato un forte seguito, diventando col tempo uno dei più validi rappresentanti della scena alternativa italiana. Abbiamo chiaccherato con Riccardo Tesio per scoprire qualcosa di più su di loro.

Il vostro ultimo album è un live intitolato S-LOW. Da cosa dipende questo
rallentamento dei ritmi?
"C'è sempre stata una componente lenta, fatta di ballate e pezzi più intimisti, che però dal vivo era un po' mortificata in quanto c'erano altre canzoni più energiche e quindi i pezzi non avevano il giusto effetto. Quindi quello di fare una serie di concerti dedicati appositamente a canzoni del genere era un pensiero che avevamo da tempo, volevamo fare dei concerti di ascolto e finalmente siamo riusciti a concretizzare quest'idea in un progetto vero e proprio."

Il testo, soprattutto negli ultimi lavori, ha una certa predominanza rispetto alla musica. E' stata una reazione spontanea o voluta?
"E' stato naturale dare più spazio alle parole, anche se, sinceramente, i testi sono sempre stati importanti. Adesso è solo diventato più visibile."

Restando in tema, le vostre liriche hanno sempre una spinta intimistica, una
forte presenza di esperienze personali. Perchè non vi siete mai dedicati
esplicitamente al sociale e all'attualità?
"Quando scriviamo ci viene spontaneo prendere spunto dal nostro quotidiano.
Comunque le tematiche sociali restano come sfondo perchè alla fin fine il
quotidiano è sempre immerso nel sociale."

Questo rende la vostra musica "fuori dal tempo", non ha coordinate temporali precise.
"Adesso è più vero, ai tempi del primo album eravamo molto legati ai gruppi
che ascoltavamo. Catartica riflette le nostre passioni musicali ed è in un certo senso quello più temporale, da lì abbiamo creato un percorso nostro che ci ha portati ad oggi."

Siete originari di Cuneo... questo appartenere alla
"periferia" della musica vi ha influenzato?
"Cuneo non ci ha mai ispirato in modo esplicito, non abbiamo mai scritto una
canzone sulla città. Però quel contesto, diciamo più isolato, dove ci sono pochi concerti e pochi locali di musica rock, ci ha reso più autonomi nello scrivere musica."

Il live è il campo di prova e il momento fondamentale per vedere la qualità
del gruppo e l'affiatamento tra i membri della band. Come vi trovate con Gianni
Maroccolo?
"Bene, molto bene. E' entrato due anni fa per sostituire Dan, ma lo conoscevamo già da molto tempo, e poi è uno dei migliori, se non il migliore bassista italiano."

Toglici una curiosità, quale canzone non ti stufi mai di salire sul palco e
suonare?
"Va a periodi, dopo dieci anni di concerti arrivi ad un momento in cui magari una canzone che ti piace ti stufa. Comunque ultimamente mi piace molto suonare Danza (dall'album Senza peso, 2003)"

Qualche anticipazione sul live del 14 dicembre al Rolling Stone?
"Il concerto è gratutito e ci aspettiamo un po' di gente... diciamo che sarà un po' meno slow. Visto che il locale si presta bene ci sarà qualche chicca."

Parliamo più in generale dello stato di salute della musica in Italia. I
Marlene sono nati a fine anni '80, come anche altri artisti di rilievo. C'era
una particolare atmosfera oppure è stata solo una casualità?
"Di gruppi buoni ce ne sono sempre stati, è che nel periodo fine anni '80 inizio anni '90, tra i giovani c'era una curiosità maggiore.  Il pubblico era ben disposto, andare ai concerti era una pratica diffusa e l'interesse per la musica suonata era molto alto. Adesso questo si è perso."

Allo stato attuale è possibile ricreare quelle circostanze favorevoli?
"Credo che nella musica ci siano delle ondate, il giro buono rallenta e poi, però, si riprende. Al momento la musica per i giovani ha meno attrattiva, ci sono altre cose, tipo i videogame, che fanno passare i concerti in secondo piano."

Un giudizio sulla scena rock emergente. Conosci qualche gruppo che merita di essere ascoltato?
"I gruppi che mi vengono in mente cantano tutti in inglese, e forse questo li limita. Tipo i One Dimensional Man e i Super Elastic Bubble Plastic, cantando in italiano sarebbero forse più accessibili. Anche gli Strippop, un gruppo di Imola, hanno un grande seguito in America grazie a Myspace. Però andare all'estero è problematico soprattutto per le spese da sostenere, se non hai una base solida in Italia è più difficile sfondare all'estero."

A quando l'appuntamento per il nuovo album? Ci dai qualche idea di cosa ci
dobbiamo aspettare?
"L'album è ancora in lavorazione, dovrebbe uscire in primavera. Per quanto riguarda i contenuti, beh è un segreto."