Intervista a Mario Volanti

Radio Italia festeggia 25 anni. Parliamo con il presidente di questo sogno nato negli anni della "Milano da bere"

L'etere è quasi un mistero. Attraverso le onde girano canzoni e voci. Radio Italia Solo Musica Italiana spegne 25 candeline e festeggia questo quarto di secolo con un mega concerto gratuito al Datchforum. Ripercorriamo la storia dell'emittente radiofonica milanese, parlando con il presidente Mario Volanti.

Quale è il primo ricordo che le viene in mente pensando agli esordi di Radio Italia?
"Il primo ricordo riguarda la cucina di via San Gregorio 23 dove siamo partiti con l'istallazione delle prime attrezzature rudimentali. Poi mi viene in mente il tetto dell'albergo vicino all'arrivo della funivia della Valcava, sopra Lecco, dove abbiamo montato la prima antenna".

Se dovesse ricucire questi primi 25 anni su cosa si soffermerebbe?
"Sul momento in cui siamo riusciti a portare a termine il collegamento con la Sicilia, la prima scommessa vinta, perché era la prima volta che un network creava una dorsale di ponti che raggiungesse tutta Italia. Mi viene in mente l'anno 1992, quando Radio Italia è diventata la prima radio italiana, ma anche il gennaio seguente, quando abbiamo subito l’attentato dell'incendio in Via Felice Casati.

E in tempi più recenti?
"Il trasferimento a Cologno e la ristrutturazione della sede, e naturalmente l'ultimo sopralluogo che ho fatto al Forum per il concerto che abbiamo organizzato. Non credo sia mai stato realizzato un evento che riunisse ben 23 tra i migliori artisti della musica italiana".

In un Paese esterofilo come il nostro, da dove è venuto tanto coraggio nel diffondere la musica italiana?
"Ci credevo, mi piaceva. Non c'era stato nessun altro che avesse messo in pratica questa idea prima di noi. Mi piacciono le sfide. Nel 1982 era impensabile parlare di una radio che trasmettesse solo musica italiana. Certo non ero convinto di arrivare a questi livelli, anzi: il mio primo obiettivo era di confemare Radio Italia tra le prime tre emittente radiofoniche dell'area milanese".

Quale contributo avete dato per la diffusione della musica italiana all'estero?
"Altissimo. E' dal 1998 che abbiamo Video Italia, una televisione che trasmette solo musica italiana. Noi facciamo in modo di portare la musica italiana ai nostri connazionali in tutto il mondo. Subito dopo l'attacco alle Torri Gemelle abbiamo organizzato un grande concerto al Manhattan Theatre di New York in collaborazione con la regione Lombardia, con artisti come Amedeo Minghi e Enrico Ruggeri, trasmesso in diretta qui in Italia. Di certo abbiamo dovuto affrontare non poche difficoltà organizzative, dal momento che molti si dimostravano riluttanti a realizzare un evento di tale portata in un momento così delicato.

Radio Italia e web: cosa sta succedendo?
"Stiamo rinnovando il sito, arricchendolo con nuovi contenuti come i pod-cast, e cambiando la grafica. Puntiamo molto sul sito, come del resto abbiamo fatto nel passato con la televisione".

Un progetto che non avete ancora realizzato?
"Non ce l'ho ancora. Siamo molto veloci. Se lo avessi avuto, lo avrei già realizzato".

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