Intervista a Mario Venuti

"L'officina del fantastico" è l'antologia che raccoglie la musica del cantautore siciliano

Dopo 14 anni di musica da solista e cinque album, il cantautore siciliano Mario Venuti pubblica l'antologia L'officina del fantastico che contiene anche due brani inediti. A fine novembre partirà il suo tour teatrale accompagnato dagli Arancia Sonora, durante il quale proporrà anche alcuni brani tratti dal suo repertorio con i Denovo.

Cosa vuol dire per un artista pubblicare la propria antologia?
"Non vuole essere un'autocelebrazione, ma un consuntivo di quello che si è fatto. Ed io ne sono orgogliso, sono fiero di tutti i miei lavori. Nel corso degli anni ho mantenuto la forma, poichè sono sempre alla ricerca di un ideale estetico. Forse i testi possono apparire un po' contraddittori, perchè in alcuni brani canto l'amore felice in altri il desiderio di restare solo".

Perchè un tour teatrale?

"Trovo che i miei testi abbiano degli elementi di introspezione che trovano nel teatro il luogo adatto per esprimersi. Ovvio che le mie canzoni possono essere cantate anche in un club ed alcune sono anche ballabili".

Come mai non ci sono tappe in Sicilia?
"Abbiamo già tenuto diversi concerti in estate, il periodo più reattivo alla musica live".

In questi giorni Carmen Consoli è tour riproponendo l'album del 1998 Mediamente isterica. In quello stesso anno usciva il duetto Mai come ieri...
"Sì, era fra il pubblico della data di Milano, è stato molto bello e l'ha cantato. Ho un piacevole ricordo di quel periodo, eravamo alla Cyclope Records di Francesco Virlinzi. Continuiamo a seguirci e credo che nell'uno si senta l'influenza dell'altro".

In Sicilia ci sono le condizioni per parlare di industrustria musicale?
"Negli anni '90 con la Cyclope Records sì. Virlinzi produsse artisti di musica leggera italiana e straniera alle loro prime incisioni, adesso nomi conosciuti. Oggi direi che il mercato discografico è ballerino un po' ovunque, per via di Internet. Credo che il web sia nemico della corretta fruizione della musica, c'è troppo download pirata. Inoltre, si sente un brano, ma non se ne conosce il titolo o l'album d'appartenza. La musica deve essere gustata, ascoltata a fondo ed anche toccata. Io sono un'amante del vinile".

A quale delle tue canzoni sei maggiormente legato?
"A Fortuna (da Un po' di febbre, 1994, ndr). È la mia canzone amuleto, che ha segnato il mio esordio da solista dopo lo scioglimento dei Denovo".

Che musica ascolta Mario Venuti?
"Sono molto legato a quella degli anni '80, Van Morrison e Paul Weller. Del panorama italiano in pole position ci sono i Subsonica".

Milano è fra le tappe del tuo tour, che rapporto hai con questa città?
"Le sono così legato che ci vivo parte dell'anno. È aperta, generosa e attenta alla musica. Mi piace la sua multietnicità... che assaporo scegliendo di cenare soprattutto nei ristoranti etnici. Apprezzo in particolar modo il libanese e - oltre il gettonato giapponese - anche il brasiliano o thailandese".

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www.mariovenuti.it