Intervista a Marco Missano

Professione videoclip maker? Ne parliamo con un giovane di talento...

Qualcuno lo definisce asso pigliatutto. Marco Missano, videoclip maker, a soli 26 anni, è tra i maggiori giovani talentuosi che abbiamo in Italia. Il suo clip per Everyone In Their Room dei Music for Eleven Instruments ha vinto nella categoria Miglior Videoclip Assoluto al Premio Videoclip Italiano e come Miglior Clip D'animazione al M.E.I. di Faenza. Altri suoi lavori, sempre premiati, sono Mountain Tea Traders dei Julie's Haircut, già Miglior Videoclip del 2009, ha vinto come Miglior Soggetto, sempre a Faenza. Per non parlare di Joy Machine, realizzato per il cantautore nostrano E.z.r.a. Page, Best Music Video al London Independent Film Festival dell'anno scorso. Può bastare a fargli montare la testa? Lui ci scherza. Nato nel salernitano, ma romano d'adozione, Marco divora film da quando era in fasce e ha trasformato la sua passione in un lavoro.

Professione videoclip maker: quale bagaglio per questo mestiere seducente?
"Non serve solo tecnica e una scuola di regia. Si tratta di una ricerca interiore, sostanzialmente una ricerca del bello, oggettivo o soggettivo, del guardarsi sempre attorno con uno sguardo intimo e personalissimo. A differenza di altre professioni come quella dello scrittore oppure del pittore, un videoclip/film richiede un lavoro di squadra, il confronto, la spinta e l'interazione con altre voci. Il regista è il collante ed esprime la propria visione interiore rendendo visibile la scrittura".

I social media come YouTube hanno cambiato la distribuzione anche dei video musicali. Come ti ritrovi in questo nuovo scenario?
"Internet è un mezzo così potente che incute quasi paura, a differenza della tv non ha limiti e quindi le facce della stessa medaglia sono più evidenti. Permette un'interazione maggiore con il pubblico e così abbiamo il vantaggio di capire i nostri errori e punti di forza. Ahimè, c'è ancora chi pensa che qualunque cosa passi in tv sia sinonimo di qualità e di successo".

E tutti questi premi che stai collezionando?
"Di sicuro molte soddisfazioni, ma non li reputo di certo un punto di arrivo, anche perché sono ancora giovane per impolverarmi assieme alla bacheca dei trofei".

Come è nata questa passione e come sei riuscito a trasformarla in un lavoro?
"Da bambino amavo registrare filmati con la mia piccola videocamera, perlopiù facevo parodie di film e di soap opera, e anziché comprare vhs vergini utilizzavo quelle di famiglia, le cancellavo e ci registravo sopra. Ero una specie di regista al contrario, cancellavo i ricordi più che crearli, sovrascrivendoci qualsiasi cosa mi passasse per la mente. Più che professione questo è per me ancora un gioco, con l'unica differenza che non devo più sopportare le ramanzine dei miei per aver cancellato i ricordi delle vacanze!"

Una canzone oggi dura il tempo di una stagione, anzi forse meno. Quanto è importante il video per allungarle la vita?
"Un video non è più un evento atteso anche a livello mondiale. Tanta concorrenza e inflazione di videoclip, spesso a discapito della qualità. Oggi tutti hanno accesso agli strumenti per girare un clip quindi è molto più facile cadere nel dimenticatoio, soprattutto se non si crea la giusta sinergia tra musica e immagini".

Con quale musicista ti piacerebbe lavorare e perché?
"Ultimamente sto ascoltando i Ministri, il loro sound e i loro testi sono molto vicini al mood che pervade le mie storie. Mi piacerebbe molto realizzare un video per loro. Sono davvero bravi".

Progetti per il futuro?
In questo momento sono concentrato sulla scrittura, qualche videoclip, un paio di cortometraggi, spot tv e per il futuro remoto ho un progetto importante ma per scaramanzia (ti ricordo che sono campano) non ti anticipo nulla".

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