Intervista a Marcello Bibiloni

Da Centenari stampe e dipinti della vecchia, attuale e nuova Milano

Marcello Bibiloni è uno degli attuali proprietari, la zia l'ha gestito per anni. Vaga fra stampe e riproduzioni d'autore: Centenari per lui è un alfabeto di immagini, spesso parlano di quella Milano un po' mitica e scomparsa negli anni. Ne parliamo una piacevole mattina nel negozio, nel cuore della Galleria. Questa attività è stata riconosciuta da Provincia e Regione come storica, in quanto avviata nel 1860. Ci concentriamo su stampe e riproduzioni con soggetto la città meneghina.

Chi viene da voi e cosa cerca?
"Da noi vengono Milanesi e turisti. Ovviamente vogliono cose diverse. I cittadini amano le immagini del vecchio Naviglio, spesso se lo ricordano, l'hanno vissuto,attraverso le stampe rivivono le loro storie. Cercano anche l'interno del Teatro alla Scala, un vanto mondiale, la graziosa Piazza Santo Stefano, che era il vecchio porticciolo dei Navigli e il Vicolo dei Lavandai, oasi di pace a due passi dall'Alzaia Naviglio Grande. Il turista è invece più colpito dalle immagini tradizionali del Duomo, della Galleria Vittorio Emanuele, della Scala e dell'Ultima Cena di Leonardo Da Vinci - immancabile."

Come selezionate le stampe?
"Noi vendiamo anche stampe molto antiche, oltre alle varie riproduzioni. Giriamo per aste, fiere e abbiamo un'ottima rete di fornitori. C'è grande studio, ricerca e, naturalmente, passione dietro alla scelta, tuttaltro che casuale, di immagini da proporre agli acquirenti, alcuni veri e propri esperti in materia. "

Quale immagine associa a Milano?
"Sicuramente la Scala. Sarà anche che è qui vicino ma mi emoziono ogni volta che la vedo."

L'immagine della Milano futura?
"Di certo l'Expo 2015 rimodellerà la città. E penso proprio alle nuove periferie, più moderne e riqualificate come emblema visivo del futuro."

Come si rapporta ai turisti?
"Il mondo del turismo è una realtà a sè: la ricerca varia molto da nazionalità a nazionalità. Mi spiego meglio: ad esempio - anche se non generalizzo- Cinesi e Statunitensi non hanno un grande concetto dell'antico, cosa che invece possiedono gli Europei e i Giapponesi. Ognuno cerca ciò che lo rappresenta culturalmente."

Cosa occorre per questo lavoro?
"Amore per la città e grande conoscenza. Non si vendono solo immagini, si raccontano i luoghi, le storie, le metamorfosi. Le richieste sono sempre le più varie e bisogna essere sempre all'altezza."

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