Intervista a Maddalena Monti

L'arte teatrale arrichisce le sue fila con volti nuovi promettenti

Il teatro è un ambiente vecchio? Ovvio che esistono i Grandi Maestri da cui bisogna imparare, ma dietro di loro si allunga una schiera di giovani attori. Alla ricerca di soggetti stimolanti, nuovi spazi creativi e di una professionalità che sembra scomparsa. Abbiamo chiaccherato con Maddalena Monti.

Come si comincia a fare l'attrice?
"Ho studiato presso il Teatro Stabile di Torino, dove mi sono diplomata nel 2006. I primi lavori li ho fatti con la scuola, piccole cose di vario genere. Poi nel 2007 ho partecipato a uno spettacolo su Amélie Nothomb, ad alcuni film indipendenti e a una fiction su Rai 2. Affermarsi è difficoltoso, fare l'attore è un mestiere per cui uno deve avere le armi, bisogna studiare, anche i talenti naturali vanno indirizzati"

Quali sono i tuoi punti di riferimento nel mondo del teatro?
"Il Teatro dell'Elfo e i suoi fondatori, tra cui Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani. A livello attoriale Massimo Popolizio primo attore di Luca Ronconi, che non ha notorietà per la massa ma è un esempio per tutti, poi Franca Nuti e Toni Servillo"

Di recente hai partecipato al progetto Amica Follia, in cui interpreti Piccola storia di una donna matta...
"Il tema alla base dello spettacolo è il disagio mentale. La mia tranche è diretta da Lorenzo Loris ed è un monologo di 30 minuti di Sabina Negri e Carlo Delle Piane, devo dire che è andato molto bene e mi piacerebbe portarlo in giro"

Milano è la città dove sei nata, cosa ne pense della situazione teatrale?
"La qualità della programmazione non manca, per dirne uno c'è il Piccolo Teatro. Però gli spazi non prettamente teatrali sono poco sfruttati, in questo Torino è meglio organizzata, rispetto al resto d'Italia che è indietro rispetto alla media europea. Milano non è affatto male, c'è sia partecipazione che una proposta adeguata e ben articolata"

Qual è la città europea dove ti piacerebbe recitare?
"Sicuramente Berlino, ci sono stata come visitatrice e mi piacerebbe lavorarci. Ma l'idea di reinserirmi in un percorso scolastico e le difficoltà linguistiche non mi hanno portato oltre progetti multiculturali"

Internet ha dato una bella svolta a queste collaborazioni...
"Direi di sì, io lo uso molto per reperire materiali. Inoltre il web facilita la ricerca del lavoro, poi attraverso le mailing list si ha un contatto immediato e una maggior esposizione agli eventi"


Com'è la situazione lavorativa per un'attrice in Italia?
"È difficile trovare occasioni, ci sono sempre pochi ruoli femminili, e tutti tendono a fermarsi all'apetto fisico. Secondo me fa parte del lavoro dell'attore crearsi le opportunità. È importante scrivere e cercare di allestire i propri spettacoli. Bisogna arrangiarsi ed evitare i compromessi"

Hai già in cantiere qualche nuovo progetto?
"Sto lavorando a un testo tedesco da portare in scena per celebrare i 20 anni della Caduta del Muro di Berlino"