Intervista a Lunetta Savino

Dal successo televisivo di "Un medico in famiglia" al ritorno a teatro per un nuovo ruolo di donna

Lunetta Savino, 41 anni, ha lasciato da tanti anni Bari per dedicarsi alla sua passione: il teatro. Nonostante il grande pubblico la conosca per il ruolo di Cettina nella fiction Un medico in famiglia, la Savino ha affrontato diverse sfide teatrali: dal teatro greco a quello shakesperiano. Adesso è la progonista femminile dello spettacolo L'altra Nora, una rilettura di Casa di bambola di Ibsen. L'ho incontrata al Crt - Teatro dell'Arte, in occasione della tappa milanese.

Lunetta, come è stato questo ritorno in palcoscenico?
"Non lo considero un ritorno, nel senso che il teatro è stato sempre al centro della mia attività. E’ da sempre la mia passione e venti anni in palcoscenico non sono pochi".

Come è stato entrare in contatto con il personaggio ibseniano di Nora?
"Complicato. Ci troviamo di fronte ad una rilettura moderna di una figura femminile, che si porta dietro le cicatrici di disturbi mentali".

Perché certi caratteri restano sempre attuali?
"Restano attuali soltanto se si evolvono. Dipende dall’impegno del regista e dell’interprete per tirar fuori lati sempre nuovi".

Il teatro resta sempre il migliore ring per dimostrare le proprie capacità attoriali?
"Non credo. C’è il cinema o la fiction, altri generi che ti offrono comunque l’oppurtunità di tirar fuori il meglio di sé".

Come la fiction "Un medico in famiglia", dove interpreta Cettina, che le ha dato tanta popolarità?
"Preferirei non parlarne".

Progetti per il futuro.
"Ancora teatro e poi dovrebbe esserci un ritorno per la fiction Raccontami. Il personaggio di Elena Ferrucci mi ha dato soddisfazioni".

Sogni nel cassetto?
"Parecchi, ma preferisco tenerli in segreto".

© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati