Intervista a Luigi Pignotti

Per 26 anni manager di Rudol'f Nureyev: "La danza è la mia seconda pelle"

La danza è il suo complemento e completamento, non come ballerino, ma come produttore: a lui il compito di scegliere gli spettacoli, sancendo la gloria di grandi ballerini e di memorabili show. Luigi Pignotti, che della sua passione ha fatto un lavoro, ha lavorato per anni a fianco del più grande danzatore di tutti i tempi, Rodol'f Nureyev.

Come si prepara nel lavoro?
"Ci metto sempre del mio, ho l'esperienza di 26 anni come manager al fianco di Rudol'f Nureyev, l'ho seguito in tutto il mondo".

Nel concreto in cosa consiste la Sua attività?
"Trovo una compagnia, decidiamo insieme cosa fare, creiamo il prodotto e cerco i teatri in cui fare circolare lo spettacolo ideato."

Lavora da tempo col Ballet de Cuba. Com'è la realtà ballettistica in questo Paese?
"Negli anni '80 sono stato al Tropicana di Cuba, storico tempio del ballo latino americano: ho pensato ad un'orchestra di 10 ottimi musicisti cubani, di Santiago de Cuba, la mitica città dei musicisti. Ho aggiunto quindi i migliori ballerini del Paese... e voilà il Ballet de Cuba! Lo stato cubano, comunque, sostiene moltissimo la danza, a livello culturale e come supporto economico."

La situazione della danza in italia?
"Ora più che nomi di singoli artisti parlerei di realtà di gruppo. C'è un vasto pubblico per la danza, la Scala non ha niente da invidiare al Covent Garden di Londra, all'Opèra di Parigi o ai grandi teatri newyorkesi: le produzioni sono ottime. La danza si è molto evoluta, ci sono tanti bravi ballerini, però non c'è più il Nureyev della situazione. Ci sono tanti uffici stampa che lavorano bene più che grandi ballerini. Non c'è piu lo spirito di sacrifico di un tempo, il denaro fa lavorare meno."

Un ricordo di Rudol'f  Nureyev?

"Nureyev era un serio professionista, tornerei indietro e rifarei tutto quello che ho fatto con lui, era il leader incontrastato nel mondo della danza, si metteva in prima persona davanti a tutti. Con grande culto del fisico, talento pazzesco, disciplina e costanza. Mi ha insegnato a capire il teatro, la danza, amando il bello. Grazie a lui ho iniziato a lavorare con i piu grandi professionisti al mondo e ho assorbito da tutti. Mi manca moltissimo, è stato un mio grande punto di riferimento." - racconta commosso.

Come lavora a Milano?
"È una città in cui ho sempre lavorato benissimo e continuo farlo: grande professionalità, puntualità e capacità di gestire le situazioni. Ora ho portato in scena il Don Chisciotte allo Smeraldo e Havana de Hoy al Ciak Webank.it."