Intervista a Luca Fabiani

Il nuovo nome del djing italiano emigrato a Ibiza, si veste come i Ramones e sta in console come fosse sul palco

Innamorato della musica fin da bambino, Luca Fabiani è diventato oggi uno fra i più apprezzati Dj italiani, che però è "emigrato" a Ibiza, senz'altro il luogo in cui i dj sono star e in cui suonano solo i top al mondo. Il nuovo nome del djing italiano nel mondo suona rock, più che house music e ha 25 anni. Uno che in console ci sta come se fosse un palco. Uno che è vestito come si vestivano i Ramones e ascolta pure punk. In Italia non è ancora fra le stelle della notte, dato l'esagerato tradizionalismo di casa nostra. 

Luca, come ti sei avvicinato alla musica da bambino? So che tua zia ti faceva scoltare motli vinili... Cosa pensavi di quei dischi?

"Sono nato nel 1980 e mia zia ascoltava vari gruppi della new wave inglese (The Cure, Siouxsie and the Banshees, Joy Division, Bauhaus, Softcell). Prova a immaginare: all'età di 5 anni vedi una tua parente diversa da tutti gli altri, vestita alla moda new wave coi capelli colorati in varie maniere e che ti racconta, al posto delle favole, storie di gruppi musicali, feste in discoteca e che ti spiega le varie differenze tra i generi musicali. In più sono nato con un occhio di un colore e uno di un altro e lei mi chiamava "il figlio di David Bowie"."

Quando hai deciso che da grande avresti messo e fatto i dischi?
"A 12 anni ho cominciato a suonare la batteria: ore ed ore dietro ai tamburi invece che studiare! Nel 1995 mi hanno portato al Mazoom e, dopo aver ascoltato la sessione di Marco Dionigi, ho deciso difare il dj!"

Che sensazioni provi alla console, mentre vedi la gente che balla la tua musica?
"Tipo un orgasmo! Sto suonando e vedo la gente che mi guarda, che segue ogni mio movimento, che salta quando salto io... è sinceramente il motivo per cui faccio il dj."

Che differenze sostenziali trovi fra il modo di fare il dj a Ibiza e in Italia? Come vedi la scena italiana?
"La differenza sostanziale è che a Ibiza senti, senza ombra di dubbio, la migliore musica del mondo, grazie alla presenza dei migliori dj - producer del globo. La scena italiana... la vedo un po' depressa: secondo me manca un posto come era Riccione negli anni '90, dove migliaia di ragazzi potevano riunirsi tutte le sere e ascoltare la migliore musica nelle migliori discoteche d'Italia."

Ci sono in vista nuove tendenze nel tuo campo?
"Ti rispondo parlandoti del mio mondo. Sto preparando alcune tracce che mischiano minimal – electro – rock... E il progetto sembra fico!"

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