Intervista a Letizia Monti

Musica classica: diffusione nelle scuole, il rapporto con i giovanissimi, il ruolo della donna e la libertà di scrivere romanzi

Letizia Monti è una signora gentile, con gli occhi zeppi di passione per la vita e per il suo lavoro. Durante il giorno lavora presso l'Orchestra Sinfonica di Milano, dove si occupa della diffusione della musica classica nelle scuole. Di sera, lascia liberi i suoi pensieri e scrive romanzi.

In ambito scolastico, quali sono i vostri interventi per difendere la classica?
"E' stato ideato Crescendo in musica, un progetto che è ormai giunto al suo settimo anno. E' nato proprio allo scopo di far vivere la musica classica come espressione culturale della società moderna, per integrare la formazione scolastica e far apprezzare senza barriere ideologiche sia la musica colta che ogni altro genere musicale, utilizzandone il linguaggio universale quale strumento di integrazione nelle classi sempre più multietniche".

Per salvaguardare questo immenso patrimonio dalla superficialità della generazione dell'I-Pod, cosa si può fare praticamente?
"Sono convinta che nessuna tecnologia possa suscitare la stessa emozione di un evento dal vivo. Basti pensare alle folle oceaniche che assistono ai concerti dove si sprigionano energie collettive impossibili da riprodurre. Per far amare la musica classica, bisogna creare poco a poco l'abitudine a frequentare le sale da concerto come si frequentano altri luoghi di intrattenimento. E' un'abitudine che deve cominciare fin dalla primissima infanzia. L'intervento più difficile non è tanto sui bambini che, non avendo pregiudizi, ascoltano e godono qualunque genere musicale. La difficoltà è quella di sfatare negli adulti, sia genitori che insegnanti, il pregiudizio che la musica colta sia difficile, pesante e noiosa. Ciò richiede un lavoro continuo ma il ritorno è gratificante tanto da stimolare a proseguire in questa direzione".

Quali sono le proposte, anche in termini di botteghino, dell'Orchestra sinfonica di Milano nei confronti dei giovanissimi?
"L'Orchestra coinvolge annualmente migliaia tra bambini e ragazzi. Per non ottenere l'effetto noia vengono proposte iniziative semplici e divertenti, ma non per questo meno didatticamente efficaci. All'inizio i ragazzi familiarizzano con le varie sezioni dell'orchestra, in seguito partecipano a programmi sempre più impegnativi fino ad arrivare alla fruizione del concerto serale. Affinché non ci debbano essere esclusioni, i costi sono estremamente bassi. Inoltre, nel caso in cui vengano segnalate difficoltà economiche per alcuni ragazzi, questi vengono fatti partecipare a titolo gratuito".

E il ruolo delle donne nel contesto della musica classica è a passo coi tempi?
"A parte le concertiste e le cantanti di fama mondiale, alle quali per tradizione tutto è concesso, la maggior parte delle donne trovano in questo campo le stesse difficoltà che in altri ambiti: i direttori di orchestra sono per la maggioranza maschi, così come i responsabili dei principali enti lirici e concertistici".

Il titolo del suo ultimo libro, "Le donne si profumano troppo", non favoreggia troppo il gentil sesso. Perché?
"Veramente non brillano nemmeno i maschi. Non mi piace come siamo diventati: la generazione del superfluo che ha perso il gusto della conquista e che ha poco da trasmettere ai giovani. Proprio questi ultimi invece, nel mio libro si salvano per la loro freschezza, la voglia di autonomia e di cambiamento. Doti che, fortunatamente, si possono riscontrare più frequentemente di quanto non si possa pensare".

Quali difetti non vorrebbe avere della protagonista?
"Non vorrei appartenere alla categoria di quelli che come lei, non avendo problemi nel coniugare il pranzo con la cena, si permettono immotivate crisi esistenziali nelle quali crogiolarsi e compatirsi".

Se le proponessero una trasposizione cinematografica, quale compositore sceglierebbe per la colonna sonora?
"Mi piacerebbe Sergej Prokof'ev, il pianista dalle mani di acciaio. Userei la sua musica, veloce, energica e sempre in movimento in contrapposizione all'inerzia sterile in cui indugia la protagonista, per scombinare le abitudini maniacali del protagonista maschile e per accompagnare i due ragazzi alla conquista di un mondo migliore".

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