Intervista a Leo Martera

Elettronica, Dj Set, concerti, club e grandi platee... come è possibile conciliare tutto ce lo spiega Leo

Abbiamo incontrato Leo Martera, batterista dei Planet Funk, durante un aperitico molto particolare con dj set presso il Leopardi 13. Ambiente elegante e confortevole, che non stona con un dj che suona dal vivo... anzi. Approfittando della gentilezza di Leo, tra uno scratch al sushi e uno allo champagne abbiamo fatto due chiacchere sui suoi lavori, sul suo futuro e su cosa ne pensa un autorevole dj, produttore e batterista di come il mondo Disco/Club si sta evolvendo.

Ciao Leo, fa un po' strano vedere un batterista di successo alle prese con due piatti da dj. Viene spontanea una domanda, è nata prima la carriera da percussionista o da dj?
"La carriera per i dj set è nata da una vera e propria passione. Mi piace considerarlo ancora un hobby, la mia vera professione è quella di batterista. Ho iniziato parecchi anni fa con una band della mia Toscana, ci chiamavamo Neon, girammo in tourneè fino alla Russia. Dopo questa esaltante esperienza venne il periodo della grandi collaborazioni partendo da Irene Grandi arrivando fino ai Planet Funk."

Ok ok.. confermami due cose... La prima se è vero che il nucleo principale dei Planet Funk è tutto italiano? e poi se realmente state lavorando al nuovo album
"Ti confermo entrambe le cose. I quattro che hanno fondato il gruppo sono italiani. Alex Neri (ndr. presto a Milano per una serata da dj), Sergio Della Monica, Alessandro Sommella e Domenico GG Canu abitano tutti e quattro tra la Toscana e Napoli. Anche per quanto riguarda l'album ti confermo che ci siamo incontrati per la prima volta poco tempo va. Purtroppo non posso anticipare niente, nè il titolo, nè le linee. Niente purtroppo..."

Ok, capisco il riserbo per un lavoro agli albori... Torniamo alla tua idea di Club. Ti va di provare a tracciare un'idea di quello che per te può rappresentare l'idea di Dj set e di club annesso?
"Solitamente non mi piace pensare al Club e alla musica in generale come qualche cosa di chiuso in sè stesso. Per esempio, solitamente, il mio dj set tradizionale si compone di due piatti classici e una batteria, con la quale mi piace accompagnare i ritmi solitamente rindondanti di un disco prettamente elettronico. Per quanto riguarda il locale ideale... Ho un sogno da alcuni anni. Poter suonare in un Club completamente bianco, i cui muri siano ricoperti solamente da proiezioni, possibilmente di spazi aperti... e poi... e poi, una diffusione della musica totale, che copra l'intero locale. In questo modo abbassando il volume la definizione sonora sarebbe al top, e la musica godibile anche con un cocktail in mano, e ballabile per 5/6 ore di fila."

Effettivamente non sarebbe male... Sognando ad occhi aperti una discoteca del genere, andiamo avanti con il prossimo disco di Leo.