Intervista a La "vucciria" di Lello Analfino

Il frontman dei Tinturia ci racconta la sua "missione"

Da bravi "monelli" siciliani i Tinturia hanno scatenato una grande festa a La casa 139, facendo ballare anche i pavimenti. Una "vucciria" in perfetto stile siciliano, tra sorrisi scambiati tra sconosciuti e corpi danzanti. Ospiti a sorpresa i due comici Ficarra e Picone (per quali i Tinturia hanno musicato lo spettacolo) e Paola Maugeri. Complice nella buona riuscita della serata è stata la verve del frontman Lello Analfino con cui abbiamo fatto una chiacchierata tra il divertente ed il costruttivo.

Lello, raccontaci il tuo percorso musicale e come sei arrivato ai Tinturia.
"A 13 anni la mia maestra mi disse che non avrei mai fatto nulla nella musica...da ragazzo mi ostinavo ad andare ai concerti di Tony Carbone dei De Novo, poi un giorno all'università incontrai i Tinturia, ragazzi di Raffadali (AG). Iniziai a suonare le tastiere con loro, ma mi dissero che sarebbe stato meglio se avessi cantato. E così arrivarono i primi miei pezzi e i primi Festival in giro per l'Italia."

Qual è il messaggio che vuoi lanciare?
"Sono stato un ragazzo fortunato, ho sempre vissuto nel benessere e vorrei che si sgretolasse lo stereotipo del siciliano con la lupara e la coppola. I mafiosi in Sicilia non esistono quasi più. Il popolo siciliano, però, viene soggiogato dall'ambiente politico lì esistente. In Sicilia si può stare bene, basterebbe cambiare la classe politica...alzare la testa, non accontentarsi di quello che ci fanno credere. Cerco di farmi capire, andando contro chi dice "Vabbè, tanto ci fanno mangiare...". Non è un discorso politico a favore di destre o sinistre, è questione di coscienza, coraggio. La gente muore e non si capisce perchè."

Mi sembra che tu riesca a trascinare il pubblico anche più restio. Quale credi sia la chiave "magica"?
"Parlo dei problemi in maniera ironica, col mio italiano sporco e la mia faccia da attaccante della nazionale irachena."

Un paio di domande fuori dalle righe...
Qual è il tuo piatto preferito?
"Mi piace tutto...comunque la pasta coi ricci."

Se incontrassi un delfino cosa gli chiederesti?
(Ci pensa un po', spiazzato, ma attendo la sua risposta, sicura che sarà coerente con se stesso...) "Gli chiederei se si può fumare sott'acqua e come si sballano i pesci."