Intervista a L'Or

Quattro ragazzi veneti con la voglia di fare musica "come la pioggia fuori"

La voce di Emanuele Tinazzi, la chitarra di Daniele Dal Santo, il basso di Damiano Corazza e la batteria di Matteo Giangini vengono da Verona e si mettono assieme per formare i L'Or. La band veneta si fa notare col primo singolo "Sacro Fuoco", in esclusiva digitale, mentre un paio di settimane fa pubblica l'album "Intimo pensiero". E' l'inizio di una avventura entusiasmante, all'insegna della musica.

Ragazzi, partiamo  dal vostro nome. C’è già un pizzico di poesia dietro l'acronimo che riporta a LikeOutsideRain...
"Il nome letteralmente significa come la pioggia fuori, ma in realtà l'idea è nata dalla frase come quando fuori piove che evoca i simboli delle carte da gioco cuori, quadri, fiori, picche. Siamo in quattro, ogni elemento è associato ad un seme diverso. La trovata ci ha convinto sin dall'inizio, sette anni fa, quando abbiamo deciso di provare a comporre materiale inedito, stanchi di far parte di cover bands diverse. L'acronimo L'OR è stata una naturale conseguenza della voglia di provare a commercializzare la nostra musica... di mettersi in "gioco". In questo modo abbiamo reso senz'altro più diretto e "fruibile" il nome del progetto. L'apostrofo è solamente un "plus valore" grafico, è più figo e senz'altro diverso dai soliti acronimi puntati!".

Siete nati musicalmente nei locali veneti. Mi sembra che il Veneto si dia da fare nel tirar fuori giovani promesse…
"Anche in Veneto risiedono alcune persone che hanno ottime intenzioni, ottime idee e tanta buona volontà per cercare di far arrivare un "messaggio emergente" al grande pubblico. Mi riferisco a chi ci sta seguendo e lavora con e per noi giorno dopo giorno, con umiltà e sacrificio, a tutti quei locali e ai loro gestori, che pur non ottenendo alcun tipo di aiuto o sovvenzione dai Comuni e quant'altro, si ostinano a dare spazio e voce a realtà emergenti come la nostra..."

Credete ancora che i locali in Italia siano buone palestre per crescere e farsi conoscere?
"Assolutamente sì. Qualsiasi concerto è una buona palestra, dall'esibizione più esposta a quella più nascosta. Noi suoniamo ovunque qualcuno voglia ascoltare ciò che abbiamo da dire. Ritengo che questo sia l'approccio migliore verso questo meraviglioso mestiere".

Cosa c’è dentro "Intimo pensiero", il vostro nuovo album?
"
Io sono solito dire che questo disco offre tutto ciò che una comunissima esistenza può offrire... Dalle gioie accese da un sorriso o da un conseguimento di un obiettivo, alle delusioni e al disincanto, alla mancanza di fiducia nel futuro, alla nostalgia, all'amore e la passione più sfrenati, all'orgoglio di rinascere o di non chinare la testa, al dramma per la perdita di una persona vicina, alla denuncia nel sociale, al silenzio e la riflessione introspettiva. E questo penso sia ben "spiegato" da una stretta correlazione fra testi e melodie. Ogni frase è scandita da un passaggio musicale appropriato e da una sezione ritmica studiata. Vogliamo sentirci vicini a chi ci ascolta; per questo usiamo un linguaggio "universale", per raggiungere il cuore della gente".

Quali locali frequentate nel vostro tempo libero e chi sono i vostri punti di riferimento per la vostra crescita artistica?
"Quando non suoniamo andiamo spesso ad ascoltare altri che lo fanno! Frequantiamo tutti i locali che propongono live, dai più piccoli ai più importanti e rinomati, anche e soprattutto fuori Verona! Milano è un'ottima piazza, tutto sommato sufficientemente vicina. Ascoltiamo di tutto, ma direi che la nostra crescita musicale è stata segnata sicuramente (sul versante italiano) da Fabrizio De Andrè, da Franco Battiato, dagli Afterhours, dai Marlene Kuntz, dai Verdena. Per quanto riguarda gli artisti stranieri non possiamo non citare mostri sacri come Jeff Buckley, Nirvana, Smashing Pumpkins, Pearl Jam, Metallica. Potrei continuare questa lista all'infinito..."

Internet sta mutando l’approccio dell’ascoltatore al mondo discografico. Cosa ne pensate e quanto vi ha aiutato il web per uscire fuori dal guscio?
"Sicuramente le nuove tecnologie aiutano a "diffondere il verbo" nel modo più veloce e diretto possibile. Anche il web presenta dei contro: la pirateria, l'impossibilità di riconoscere i giusti diritti ad un autore di un'opera, sono solo alcuni dei problemi che sconvolgono il mercato discografico mondiale. Non credo che si possa raggiungere un giusto compromesso, anche perchè la rete è senza controllo per il momento".

Avete suonato sul palco di Pavarotti & Friends. Una polaroid di quell’esibizione?
"
Un ricordo indimenticabile... la prima vera esperienza su un grande palco! E' stato il premio per aver vinto un concorso universitario modenese".

Progetti in cantiere
"Suonare, suonare, suonare... e presentare il nostro disco ovunque ci venga data la possibilità di esibirci"!

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