Intervista a L'inventore dell'aperitivo alla milanese

Qual'è il futuro dell'aperitivo, rituale ormai d'uso decennale?

Ho incontrato Valdo nel suo Roialto di via Piero della Francesca, in un caldo pomeriggio di inizio maggio. Gli chiedo un’ intervista. Lui è colui che inventò l’ happy hour, ma con mio stupore l’amico Vinicio non mi lascia neanche accennare alla prima domanda e mi vomita addosso un suo panegirico sull’attuale modo di fare l’ happy hour! Sarà questa un’intervista un po’ anomala... un po’ dura, ma forse una delle poche così sincera.

Ciao Vinicio, tu sei noto come l’inventore del famoso “happy hour” alla milanese, da dove è nata questa idea?
“Preferirei rispondere diversamente a questa tua domanda. Non vorrei fare una delle solite interviste in cui ti spiego qualcosa di me e di ciò che ho fatto. Vorrei sfogarmi con te che conosco da tempo e sei un amico.
E’ finito tutto. E’ finito tutto miseramente. Finalmente abbiamo perso il gusto di fare l’aperitivo. Dopo 12 anni in cui abbiamo confuso l’Happy Hour con l’Aperitivo e non abbiamo saputo dare il giusto indirizzo ai nostri consumatori milanesi per conservare forse una delle più vecchie tradizioni della città, siamo arrivati “alla frutta”! Non basta più niente! Prezzi più bassi, kili di cibo, i soliti cocktail, non è più un aperitivo!
Forse è meglio chiamarlo una produzione aziendale di cibo! Siamo mensa aziendale o bar?

Milano da 12 anni è diventata famosa per un aperitivo un po’ speciale (l’happy hour con buffet) non trovi? E ora funziona ancora!
No. E ciò che è più grave è che abbiamo tolto al bar ed alla professione del barman l’immagine che da centinaia di anni possiedono. I barman ora sono trattati come dei camerieri che servono ai tavoli; i cocktail nella loro fantasia, colore e gusto che dimostravano la bravura e la raffinatezza del barman, si sono commercilaizzati... Io ho inventato più di 300 cocktail nuovi che propongo nei miei locali e qual'è il risultato: da anni mi chiedono solamente quei 30 cocktail che tutti bevono...

Ma l'happy hour consente ai locali di stupire i propri clienti e di offrire loro sempre di più...
L’interesse ora è tutto sul cibo: sulla quantità di cibo che si può ingerire nel più breve tempo possibile. Siamo all’esagerazione! Di contro assistiamo alle contraddizioni: ambientazioni fusion, bio o etniche, dove piatti ricercati e quasi “simbolici” nelle quantità vengono strapagati.

Quale il futuro?
Non c’è futuro. Bisognerebbe inventarsi “l’anti-aperitivo”. Cosa possa essere però non lo so. Non ancora almeno...