Intervista a Karima Machehour

Arriva dal musical una nuova voce nel panorama del Rhythm and Blues italiano

Dopo essersi cimentata nei musical Rent, prodotto da Nicoletta Mantovani nel 2000, e Winx Power Show del 2005,  sulla scena musicale italiana si affaccia una nuova voce. E' quella di Karima, che pochi giorni fa ha lanciato il suo primo singolo Sabbia nelle mani, un brano R'n'b-pop. Ma Karima non è proprio una sconosciuta agli addetti del settore: ha già lavorato con Zucchero, Le Vibrazioni, Miguel Bosè, Alex Britti, per fare qualche nome. Durante l'intervista la cantante italo-tunisina ci anticipa che l'uscita del suo primo album è prevista per gennaio.

Da dove arriva l'amore per la musica?
"Le mie origini tunisine hanno avuto la loro influenza, in Tunisia si canta sempre, fin dal mattino! E anche io fin da piccola adoravo ballare e cantare, poi gli amici mi hanno spinto a studiare, a fare della mia passione anche la mia professione. Mi ha influenzata la musica che ascoltava mio padre: Stevie Wonder, Ella Fitzgerald e Aretha Franklin."

Decidere di vivere delle proprie capacità artistiche non è sempre facile...
"Negli USA chi vuole lavorare nello spettacolo lavora anche 20 ore al giorno, facendo le professioni più umili: camerieri, lavapiatti. Nonostante la fatica non mollano, continuano a studiare e a fare audizioni. Conoscere qualcuno di loro mi ha spinto a tener duro, anche quando i provini andavano male."

Hai conosciuto tanti artisti, quale ti ha insegnato di più?
"Devo molto a Pavarotti, per aver offerto a me e a tanti altri giovani di lavorare in Rent, e poi è stato molto presente durante la sua lavorazione, spronando molto tutti noi giovani a migliorarci. Mi hanno sorpreso invece Le Vibrazioni. Ho lavorato recentemente con loro e devo dire che Francesco (Sarcina, voce e chitarrista n.d.r.) è bravissimo e poi hanno tanta grinta, specialmente Alessandro (Deidda, il batterista n.d.r.): potrebbe suonare anche nei Rolling Stones!"

Rifaresti l'esperienza del musical?
"Rent è stata un'esperienza unica. Ricordo quando io e Michele Carfora (il co-protagonista, n.d.r.) andammo a vedere lo spettacolo negli USA, prima di cominciare le prove. Eravamo onorati di lavorare in un musical così vivo, a differenza di tanti altri, tutti paillettes e niente più. Ma se così, su due piedi, dovessi scegliere quale musical portare in Italia, sceglierei Dreamgirls: una ventata d'aria fresca. Ma mi è piace molto anche Chorus Line, è stato il primo musical che ho visto, insieme a papà."

Rispetto agli Stati Uniti, dove hai studiato a lungo, cosa pensi dell'attenzione che l'Italia riserva allo spettacolo?
"Penso che il nostro Paese abbia una produzione artistica di buon livello, quello che manca è forse la voglia di investire nello spettacolo. Negli USA non c'è paura di affrontare imprese di questo tipo, tutto anzi gira intorno all'entertainment."

Cosa pensi del web, può essere d'aiuto a una giovane artista?
"Certamente, è uno strumento in più per farsi conoscere e infatti ho un mio sito dove  è possibile ascoltare il mio primo singolo."

Cosa vorresti comunicare al pubblico che ti ascolta con la tua musica?
"Sono una persona solare, certo mi rendo conto che la vita è fatta di alti e bassi, ma cerco sempre di essere positiva. E' questo che voglio dare al mio pubblico, la mia energia."

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www.karimamusic.it