Intervista a Inisfail

Dall'amore e dal rispetto per l'antico popolo irlandese nasce il gruppo di Saronno

Saronno non è più conosciuta solo per i suoi amaretti, infatti dal 1996 è la
patria degli Inis Fail, un gruppo di musicisti che decide di seguire la via
della musica tradizionale irlandese. Allora si comincia con una session in
un pub vicino casa, poi passano dieci anni, e... ne abbiamo parlato con Luca
Crespi sezione fiati della band.

Data la vostra vocazione per la musica celtica si deduce che anche il vostro
nome, Inis Fail, derivi dalla cultura irlandese. Cosa significa?
"Inis Fail in lingua gaelica significa isola del destino o anche isola del
benvenuto. E' uno degli antichi nomi con cui era conosciuta l'Irlanda."

Com'è nato il vostro progetto?
"Come gruppo la nostra esperienza musicale comincia nel 1996. Si inizia sempre perché si ha una forte passione, direi epidermica, che scopri condividere con altri. Noi, inoltre, eravamo tutti della stessa città, Saronno, e questo ha facilitato molto le cose. Poi è arrivato il primo concerto, in un irish pub e da lì siamo arrivati al quarto disco in dieci anni di attività."

Perchè fare musica tradizionale, la via del folk rock non sarebbe più remunerativa?
"Probabilmente sì, ma la scelta di seguire una linea più tradizionale è
dettata dalle caratteristiche dei musicisti attuali che compongono la band.
Forse se il nostro primo cantante, Ivan Ferioli, non fosse andato a vivere
in Umbria, probabilmente in questo momento faremmo una musica differente,
invece con la nostra attuale cantante Alessia Pasini la linea è quella del
tradizionale. Però, a mio parere, il sound del gruppo ha un piglio agressivo
ed energico, i nostri arrangiamenti spesso sono graffianti. A pensarci bene
se provassimo ad inserire la batteria in alcuni set saremmo un gruppo
folk-rock."

Qual è il criterio di scelta per le canzoni? Come bilanciate canzoni di repertorio e vostri originali?
"Per quanto riguarda i brani strumentali, la matrice è il tradizionale. Ognuno di noi propone varie idee che vengono tutte prese in considerazione, poi vi è una naturale scrematura in fase di arrangiamento. Qualche volta inseriamo anche brani di nostra composizione, per esempio gli ultimi due cd portano il titolo di brani di mia composizione: The Blue Bottle e Rebound's Jig. Per quanto riguarda le canzoni la scelta iniziale è di Alessia, poi gli arrangiamenti, che rappresentano la parte più creativa del nostro lavoro, vengono fatti insieme."

Qual è la causa scatenante della tua passione per la musica celtica?
"L'amore per qualcuno o qualcosa nasce senza una ragione in
particolare, tuttavia può anche essere la risultante di tanti fattori. Nel
nostro caso è stata la volontà di riprodurre una musica che fin dal primo
ascolto ha lasciato il segno. E' difficile raccontare il perché. Ti piace, ti rende vivo, trovi un modo differente di esprimerti attraverso la musica. Poi scopri l'assoluto piacere delle session nei pub, nel tuo piccolo porti avanti la tradizione musicale di un popolo che ha rischiato nei secoli di essere cancellato, ed è proprio il grande rispetto per la tradizione che ha permesso un grande sviluppo di questo genere musicale. La musica irlandese per noi non è di moda, ha avuto una grande espansione a livello mondiale perché è affascinante, è esaltante, può essere terribilmente struggente ed evocativa. Più la suoni, la studi, la ascolti e più ti stupisce, ti ammalia. Le melodie, i differenti stili, i grandi interpreti, sono, a mio avviso, l'espressione di qualcosa di puro, di alto livello artistico e tecnico."

Una curiosità: qualcuno di voi parla l'irlandese?
"No, è una lingua molto complicata e, tra l'altro, molto differente dall'inglese. Le nostre canzoni sono tutte in lingua inglese, ma prima o poi, se riusciamo a convincere Alessia, chissà?""

Per coloro che si vogliono avvicinare alla vostra musica quali cd e gruppi
consigli?

"C'è l'imbarazzo della scelta. Sicuramente mi sento di citare le band ed i
musicisti che ci hanno influenzato maggiormente: Lunasa, Altan, Solas,
Dervish."

Restando in tema di consigli, una città in Irlanda che ritieni assolutamente
da visitare e la sua peculiarità.

"Galway. Per prima cosa è l'attuale centro della musica tradizionale irlandese, sono centinaia i musicisti, provenienti da tutto il mondo. Inoltre siamo particolarmente affascinati dal modo di suonare e dal repertorio di quella zona, ed infine, grazie al nostro amico Federico Betti (ex INIS FAIL), che vive lì da anni, abbiamo conosciuto tantissimi musicisti che sono stati una fonte incredibile di "sapere" e ci hanno trasmesso lo spirito solare con cui affrontano la musica."

Com'è vissuta la musica a Galway?
"Non esistono rockstar, c'è solo un gran rispetto della musica tradizionale
e di tutti i musicisti, e l'idea fissa è quella di divertirsi anche se sai
suonare solo due brani!"