Intervista a Infinite Possibilità

Anteprima del nuovo progetto dei La Crus al Milano Film Festival

E' la penultima sera del Milano Film Festival 2005 e il Fossato del Castello sembra ancora più bello, così "abitato" da gente di ogni parte del mondo. C'è chi è qui per vedere le proiezioni, chi per passare del tempo all'aria aperta e fare due chiacchiere col vicino di spalla e chi è qui per il concerto dei La Crus.

Il gruppo, da sempre dedito alla ricerca sonora, di scrittura e di arrangiamento, appare a proprio agio nel presentare in anteprima il nuovo progetto. "Infinite possibilità", un disco da ascoltare, vedere e leggere. Sì, perché oltre alle dieci canzoni, l'album contiene un dvd frutto della collaborazione col Milano Film Festival, dieci cortometraggi ri-editati sulle canzoni del disco da Francesco Frongia. E c'è anche un "regalo" letterario, le parole di Leonardo Colombati.
Il numeroso pubblico segue con attenzione lo snodarsi dello spettacolo, i La Crus che interagiscono con le proiezioni dei corti. Di particolare effetto sono stati "Buongiorno tristezza" e "Mondo sii buono" che è il prmo singolo estratto.

A fine concerto facciamo due chiacchiere sul prato con Alex, co-autore dei testi del gruppo.

Da chi è nata l'idea di questo nuovo progetto e come si è sviluppata?
"E' nata da Cesare. Abbiamo visionato centinaia di corti ed abbiamo scelto quelli che si potevano meglio adattare alle nostre canzoni. Il montaggio è stato possibile grazie a Francesco Frongia che collabora tra gli altri col Teatro Dell'Elfo. E' stato un lavoro frenetico ed è stato difficile rincorrere i registi."

Da cosa è nata l'idea?
"Volevamo unire i diversi linguaggi non arrivando però ad un "prodotto" che fosse commerciale, come vengono intesi di solito i video musicale. Magari poi, alcuni dei cortometraggi, verranno usati come promo per i singoli."

La vostra musica e anche i testi, personalmente, mi comunicano una dolce malinconia. Cos'è per te la malinconia?
"Ora è una cosa un lontana che non mi tocca da un po'. Forse è una sensazione in cui ti piace stare, quando la provi, ma comunque la provi quando pensi a qualcosa che hai perso."

I La Crus mi trasmettono pure un senso di contemplazione, però una contemplazione dinamica, che non fa fermare i pensieri. Cosa mi dici a questo proposito?
"Nei nostri testi poniamo più domande, non diamo risposte. Questo da modo di pensare e di non fermarsi. Prima nasce la musica e poi arrivano le parole, c'è un forte legame tra le due cose, c'è simbiosi."

E' difficile essere innovativi?
"No, perché è una necessità quasi fisica. Il disco non esce se non siamo sicuri al 100% di quello che abbiamo fatto. Quando l'album esce non dobbiamo avere nessuna remora. Lo consegnamo alla Major quasi a scatola chiusa; questo potrebbe essere un rischio poiché potrebbe non piacere, ma per ora è sempre stato apprezzato il nostro lavoro. Si vede che si fidano di noi."

Da cosa nasce il titolo dell'album "Infinite possibilità"?
"Abbiamo voluto fare un album “no concept”, in cui le canzoni non fossero legate da un filo conduttore. Ogni canzone è un'isola che spalanca l'immaginazione e ti porta a considerare tutte le possibilità. Anche il fatto che Joe abbia sperimentato tonalità diverse dalle sue solite contribuisce a rendere l'idea. Nel nuovo disco siamo meno elettronici, più elettrici, più anni '70 e abbiamo cambiato il metodo compositivo, suonando di più."

Ci sono delle collaborazioni anche nel nuovo album?
"Sì, nel brano d'apertura "La prima notte di quiete" c’è Mario Venuti. Stiamo studiando come proporre i live, dai teatri ai club."

Eravate emozionati questa sera, dopo un po' di tempo che non calcavate le scene?
"Più che altro è stato strano presentare i nuovi brani senza che il disco fosse già uscito. Comunque la risposta del pubblico è stato buona."

E come liberano la mente i La Crus?
"La liberiamo da persone "normali". Scriviamo canzoni per esorcizzare i pensieri di ogni giorno."

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