Intervista a In_Put, dove l'elettronica diventa cultura

Tribù urbane si mischiano al Leoncavallo sotto il segno della musica elettronica d'autore

In_Put nasce dalla collaborazione tra B_Team ed Electricalz, due giovani collettivi di dj e musicisti, da sempre attivi all'interno della realtà underground cittadina. La proposta artistica mira a creare una contaminazione tra gli stili differenti che le due crew organizzatrici propongono, con l'obiettivo di mettere in relazione più tipologie di appassionati delle sonorità elettroniche. Sentiamo cosa ci raccontano gli organizzatori della serata che sarà ospitata, per l'inverno, al Lencavallo.

Parlateci del concept della serata In_Put. In Italia esiste una vera "cultura elettronica"?
"In_Put nasce apposta per dimostrare che in Italia la cultura elettronica esiste e che non è per forza legata alla cultura dell'apparire, ma che è molto vicina all'underground. In_put si basa sulla volontà di voler nobilitare allo status di musica l'elettronica, al pari di qualsiasi altro genere (come nel resto del mondo), per smuovere dall'immaginario collettivo l'idea che si tratti solo di sballo e di bum bum... Esiste un forte interersse e curiosità che spesso si trasformano in passione, lo confermano le serate con migliaia di persone, il nascere di comunità virtuali (forum e riviste) che si aggregano intorno a un  genere musicale e l'incremento di vendite di strumentazioni per dj e home studio. Ma a livello di Cultura, credo siamo abbastanza indietro dato che la musica elettronica ha una storia fatta di persone che hanno segnato epoche e stili, che vengono completamente ignorate dall'attuale pubblico. Questo in altri generi musicali non succede, anzi succede
esattamente l'opposto, si cerca di creare icone (cosa altrettando pericolosa).

Quali difficoltà avete riscontrato nel dar vita a questo progetto e quali soddisfazioni?
"La difficoltà sta nel costruire una cosa da zero, farsi accettare da un pubblico esigente come lo è quello milanese e combinare un budget molto basso a una qualità molto alta.
La soddisfazione sta nel vedere poi migliaia di persone divertite da quello che hai fatto."

Dato che la serata, nel corso dell'inverno, si terrà al Leoncavallo, quale ritenete sia oggi il ruolo di questo centro sociale all'interno della comunità milanese?
"Il Leoncavallo è un posto vitale per la cultura di Milano, un crocevia di esperienze e situazioni. Trent'anni di storia sono li a dimostrarlo. Oggi il Leo è sempre di più un luogo di aggregazione e cultura e dovrebbe essere impensabile per le autorità milanesi farne a meno. Eppure è di fronte ancora una volta a uno sgombero (il 25 settembre). Il Leoncavallo "costringe" l'utente a mischiarsi a gente diversa, non è un club frequentato dallo stesso gruppo allargato di persone, ma un posto dove le tribù urbane si mischiano in una grande folla. Il ruolo del Leoncavallo deve essere quello di riuscire a parlare a questa folla e farla pensare rispetto a tematiche quali le droghe e i problemi delle giovani generazioni."

Fra i dj che si sono alternati in consolle quest'estate e quelli selezionati per l'inverno, quali nazioni spiccano per originalità?
"Sicuramente Germania e Inghilterra, da cui provengono la maggior parte degli artisti. Sono paesi in cui la cultura elettronica è ben radicata e, soprattutto, accettata dalla comunità intera. L'Italia non è indietro per livello artistico, ma manca il giusto ricoscimento ad un genere che non ha nulla da invidiare alla musica "ufficiale"."

Un messaggio che volete lanciare alla "nightlife milanese"?
"La vita è un free drink... vacci piano! Divertitevi e non cercate solo di apparire!"