Intervista a Il sexy giradischi di Dj Blixa

Miscelazioni sghembe di pop viperino e fresh avant-garde per una vita da cinebrivido musicale, dalla consolle con amore

From Indiewave to Electropost, la musica proposta da Dj Blixa, nella vita Manuel Lieta, che è anche la voce degli Stardog, cinque fra gli ultimi romantici fra passione e spleen metropolitano. In consolle suona miscelazioni sghembe di pop viperino e fresh avant-garde. E' resident dj alla Casa139 (sabato sera) e al Magnolia (due venerdì al mese). Ha messo dischi in serate con Andy/Bluvertigo e prima dei concerti di Marlene Kuntz, Ulan Bator, Paolo Benvegnù, Garbo, Marco Parente, Disco Drive, Verdena e Cesare Basile, solo per dirne alcuni. So let's go in the dark side of the dancing people...

Dici nel tuo Myspace che usi giriadischi sexy. Cosa significa?
"Beh, ovviamente c'è anche un po' di autoironia in questa definizione, però diciamo che "giradischi" perché sono un dj, quindi in qualche modo un giradischi umano. Sexy per aggiungere qualcosa tra il serio e lo scherzoso. Diciamo che non mi limito a passare un disco dopo l'altro, ma faccio anche un po' di scena."

Che colonna sonora ben si addice alla città di Milano, presa in alcuni dei suoi differenti momenti cronologici e metereologici?
"Allora, vediamo un po'. Per la mattina alle 6 sicuramente "Warszawa", di David Bowie. Per il mezzogiorno probabilmente "We Are All Prostitutes" del Pop Group. Alle 17 ci vedo bene "Zero" dei Bluvertigo. Di notte "Tenax" di Diana Est, oppure "Milano Circonvallazione Esterna" degli Afterhours. Con la pioggia: "Discotraxx" dei Ladytron. Con la nebbia: "Shadowplay" dei Joy Division. Con il sole: "Electricity" degli O.M.D. Con cielo limpido e vento: "The Boy With The Thorn In His Side" degli Smiths."

Se dovessi descrivere la vita di un dj-musicista come te attraverso dei fotogrammi di un film?
"Mah, non te li saprei associare a momenti precisi della giornata. Comunque la scena finale di "Beetlejuice" per un momento particolarmente pieno di gente che balla. Le sequenze iniziali del "Cielo Sopra Berlino" per il ritorno a casa dopo una serata di lavoro. "Effetto Notte" di Truffaut per le prime fasi di un djset. Un qualsiasi momento di "Mulholland Drive" di Lynch quando la gente viene a farti richieste improbabili in consolle."

Cosa manca alla vita notturna di Milano?
"Parlando da dj, la situazione non è nerissima, nel senso che locali che sono interessati ad avere dj ce n'è. Probabilmente ci vorrebbe minore improvvisazione: la possibilità di avere impianti buoni, buoni lettori cd eccetera. E magari da parte di qualche gestore sapere che mettere dischi è una cosa che tecnicamente possono fare tutti, ma che non basta saper mettere dischi per essere un dj! Parlando da musicista, aggiungi alla possibilità di suonare in condizioni tecniche decenti (che vale anche più che per i dj, in questo caso), la necessità di più posti che facciano suonare (possibilmente band che facciano musica propria e non cover band), ma questo è un problema generale, non di Milano."

Come deve essere il locale "perfetto" per chi è vicino al genere da te proposto? Da dove arrivano le tendenze più interessanti?
"Credo che il locale perfetto, al di là del tipo di locale, della frequentazione eccetera, sia quello in cui si riesca a percepire, in chi ci va, un connubio tra il fare le cose per bene, in modo professionale, e un'atmosfera calda e amichevole. Posti del genere a Milano ce ne sono, ma forse finiscono per essere delle isole felici che fanno poca scuola. Idem per le tendenze: locali che per esempio hanno buona musica se ne trovano, ma sono un po' sempre quelli, è difficile "esportarla" in altre situazioni."

Lancia una provocazione ai clubber milanesi...
"Eheh... Prendete esempio da Carmelo Bene e Antonin Artaud."

E prendendo spunto dalla folle lucidità di Artaud, forse un po' di poesia "maledetta" aiuterebbe a muoversi meglio nelle notti musicali e nei giorni dal suono dei tasti del pc.

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www.myspace.com/charmingdjs