Intervista a Il seme del desiderio di Kay Rush

Elegante donna, speaker, dj, giornalista e scrittrice, in lei si incrociano Giappone e Occidente. Kay ci racconta un pezzetto del suo viaggio nel mondo

Ci sono persone con le quali si entra subito in sintonia e allora una semplice intervista diviene una bella chiacchierata sui temi e i viaggi della vita. Come è successo alla scoperta di un pezzetto di mondo di Kay Rush, che apprendiamo essere appassionata, fra le altre cose, di sport estremi e flamenco. Elegante donna, giornalista, un tempo dj, scovatrice di belle musiche e speaker per Radio Montecarlo è ora anche scrittrice. Kay ha riposto Il seme del desiderio in un terreno fertile, pronto ad accogliere le sue parole. E sta già lavorando al suo secondo libro...

Kay, nel tuo romanzo vi sono riferimenti autobiografici ai luoghi da te vissuti. Infatti la protagonista giunge da Milwaukee a Milano e subito la ama... Che rapporto avevi tu con la città quando sei arrivata?
"Ah, quando son giunta a Milano negli anni '80 me ne sono subito innamorata. Non sono una nostalgica e non voglio mai fare le stesse cose. Infatti son appassionata di Internet, ho il mio Blog e ricerco sempre nuove musiche, ma ricordo la Milano di quei tempi, che era tutta un fermento. Poi si è persa nel tempo, come se avesse perso un treno che altre città quali Berlino, Londra, Parigi e Madrid hanno invece preso. Dopo il periodo delle tangenti si sarebbe dovuta fare una pulizia generale, che non c'è stata. Così molti "bravi" milanesi se ne son andati. Una buona occasione di rinascita potrebbe essere l'assegnazione dell'Expo, per creare nuove e funzionali infrastutture."

Ma cosa manca principalmente a Milano?
"Manca fondamentalmente l'ordine. Un'amica inglese dice che qui si fanno le cose in fretta per poi trovarsi ad aspettare. Le città belle si rinnovano sempre e stanno al passo coi tempi. Sicuramente è un periodo storico difficile per l'Italia."

Sei sempre in giro per il mondo e hai diverse dimore, ma dove ti senti più a casa?
"Ora che son matura mi son calmata un po', seppur mi divida fra Chamonix e Milano. Adoro la montagna. Il cambiamento fa parte di me, è il mio lato americano. Negli States non sei un'unica cosa, ma puoi farne diverse senza perdere la credibilità. Mentre in Italia ci si fissa di più sulle etichette. Trovo eccitante il cambiamento, non ho paura dell'ignoto. Non sto mai ferma e devo sempre inventare qualcosa."

Nell'introduzione al tuo libro scrivi "Dov'è finito il tempo?". Ecco, dov'è?
"Il romanzo parla di un cerchio temporale che inizia con una maternità dovuta all'inseminazione artificiale, si sviluppa con degli intrighi e poi tutto torna. E' un tempo segnato anche dall'astrologia, aspetto che ritrovo molto nellr donne italiane. Eppure il Cattolicesimo toglie tutto ciò che di esoterico vi è nella vita. Invece c'è bisogno di maggiore spiritualità, di ricerca in se stessi. Del resto anche gli Ebrei hanno una Cabala."

Dici anche che gli uomini italiani hanno una laurea in corteggiamento...
"Eh, questo succedeva un tempo. Oggi si è perso questo lato. L'Italia storicamente è sempre stata legata al lato esteriore delle cose, più superficiale nel senso positivo. Viene infatti ricordata per le bellezze artistiche, non per il pensiero filosofico. Dovrebbero essere le madri a insegnare ai figli il rispetto per le donne. Vedi, io mantengo il mio carattere grazie a mia madre che è giapponese. Lei mi ha trasmesso il rispetto per la vita. E' difficile per me lavorare in un Paese così, che pure mi ha insegnato tanto. Ce l'ho fatta, ma con tanta fatica."

Dipingi poi un quadro di un Dio impressionista. Che immagine darebbe questo Dio del mondo di oggi?
"Forse L'Urlo di Munch! Sai, adoro l'arte e son felice di esser riuscita a vedere ultimamente al Moma di New York l'opera di Boccioni, Forme uniche nella continuità nello spazio, che trovo di una forza incredibile."

E con questa energia incredibile che gli occhi intriganti e dolci di Kay comunicano, alziamo lo sguardo al cielo, alla ricerca di una dimensione di più ampio respiro, anche fra le mura di Milano, viandanti di un pianeta in cui la bellezza fa sgorgare ancora lacrime di gioia.

Kay Rush, "Il seme del desiderio"
Sonzogno Editore
Euro 18,50

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