Intervista a Il Pan del Diavolo

Un tuono folk colpisce dalla Sicilia. Due battute con il giovane Pietro Alessandro Alosi

Il Pan del Diavolo è un progetto musicale nato nel 2006, frutto della creatività del palermitano Pietro Alessandro Alosi (voce, chitarra e grancassa), affiancato da Gianluca Bartolo (chitarra). All'attivo ha un omonimo EP (800A Records/Jestrai), che conta quattro tracce dal forte accento folk, in cui l'uso del basso, della batteria e delle tastiere è totalmente bandito. Solo chitarra e grancassa (e tosse), che accompagnano testi "non sense", ma che si insinuano nell'orecchio. In tour lungo tutto lo Stivale, saranno al Tambourine di Seregno il prossimo l'11 marzo e a La Casa 139 il 6 maggio.

Perché avete scelto di chiamarvi "Il Pan del diavolo"?
"Il pan del diavolo è sempre avvelenato: è un proverbio che ho sentito qualche anno fa. L'ho accorciato e ho deciso che doveva essere questo il nome e il manifesto della mia musica."

Come è nata la vostra collaborazione?
"Mi serviva un bravo chitarrista che mi aiutasse a spingere l'arrangiamento in una direzione folk. Semplici amici comunque."

Che messaggio volete trasmettere con la vostra musica?
"L'apocalisse."

Chi sono i vostri artisti di riferimento?
"Dal panorama musicale italiano Fred Buscaglione, Tenco, Rino Gaetano. Sul piano internazionale Neil Young e Bob Dylan."

Siete prodotti da un'etichetta indipendente. Accettereste una proposta da una major?
"Non ho idea di cosa comprenda la proposta di una major. Quello che mi interessa è fare della buona musica e non dedicarmi alle dinamiche commerciali."

Cosa sarebbe la vostra vita senza internet?
"Sarebbe una limitazione al sapere. Non potrei conoscere, ma soprattutto non sarei conosciuto."

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