Intervista a Il cuore nomade di Kris

Kristen Grove apre il cancello del suo mondo fiabesco, attraverso la musica

"The gate is open" è l'album di Kristen Grove, ex Vj di MTv. Già il digipack incuriosisce e ti porta ad aprire quel cancello tinto di colori tenui, che rimandano a giardini incantati. I suoni al suo interno traggono ispirazione dai Doors, Iggy Pop, Neil Young, dai ritmi rock a quelli reggae, tra atmosfere circensi, fiabesche ed anime nomadi.

Kris, come hai inizato a suonare?
"Ho sempre vissuto in mezzo alla musica. Qualche anno fa frequentavo il chitarrista di Manu Chao, Tato Vega, e intanto scrivevo dei miei pezzi. Poi ho inizito a cercare chi li producesse ed eccomi qua."

Nel disco parli del tuo mondo immaginario e di quello reale. Che rapporto c'è tra i due?
"L'immaginario fa parte del reale, si completano a vicenda, come nel mito di Amore e Psiche. Eros era il dio e Psiche la donna umana. La morale è che nella vita devi conoscere anche la tua parte intangibile ed in contatto con dio per poterla conciliare col mondo reale."

E tu hai raggiunto l'armonia?
"Sì, sono in armonia con me stessa. Certo non si può pretendere di trovarla al 100% con tutti."

Qual è l'artista che ti ha più emozionata o stupita?
"Mi è sempre piaciuto molto Rod Stewart. Tra quelli che mi hanno piacevolmente sorpresa vi sono Cristina Aguilera ed Alicia Keys. Cristina perchè è talmente brava... Alicia perchè è professionale, elegante, dolce, bravissima e, a differenza di tanti che fanno credere di essere arrivati al successo per caso, lei ammette che dietro alla sua bravura c'è tantissimo studio ed impegno. Soprattutto per i giovani è un grosso danno far pensare che le cose si possano raggiungere senza sforzi, in poco tempo."

Ancora in "The gate is open" dedichi una canzone a Barcellona. Cosa ti ha maggiormente colpita di questa città?
"La libertà degli artisti, l'espressività dei giovani e la totale voglia di vita al 100%. Barcellona è una città molto musicale ed è l'ideale per imparare, per fare nuove esperienze. E poi c'è il mare!"

In Italia come ti trovi?
"Bene. Sai, ho passato l'infanzia negli Stati Uniti, ma ho frequentato l'università a Bologna, laureandomi in Storia dell'Arte. Condivido i valori della vostra tradizione, ma credo che non si possa crescere del tutto solo in Italia. Qui si sta bene, però non viene lasciato tanto spazio al libero sviluppo dell'individuo nella sua totalità. In America io ho fatto tanti lavori, che non c'entrano con la musica e lo spettacolo. Se lo fai qui è quasi degradante, per la società. Certo in America si esagera col ricorrere alla terapia psicologica, ma in Italia avviene l'opposto. Sembra che non si voglia che le persone conoscano se stesse. Bisogna rompere le tradizioni ed uscirne per poi ritorvarsi e tornare nel proprio Paese. L'Italia è una culla che dà sicurezza."

Nel brano "Break your TV" inciti a non guardare la televisione e ad uscire di casa...
"Sì, all'inizio la TV univa il popolo attraverso l'informazione. Ora pone dei limiti, dando canoni estetici e modi di vivere."

Per concludere, qual'era la tua fiaba preferita da bambina?
"Mmm, che bella questa domanda! Non ci avevo mai pensato -Ci pensa un po'- ... quella della corsa della giovane Atlanta."