Intervista a Hellsongs

In Svezia il metal è un must, ma c'è una band che declina le hit del genere in versione lounge

Un immaginario ricco proviene dalle lande del Nord Europa. E il Ragnarock Festival, quest'anno dedicato alle energie rinnovabili, continua a portarcene un po' ogni anno. Musica di tutti i generi, dal pop degli ABBA al death metal degli Opeth. E allora perchè non fondere le due attitudini? Gli Hellsongs nascono proprio su questa idea: prendere grandi classici del metal, dagli Iron Maiden agli Slayer, e rifarle in versione "lounge". Abbiamo chiaccherato con Kalle Karlsson, mente del progetto.

Della scena nordica si conoscono tre generi musicali: metal, pop e sperimentale, e voi li mischiate in modo efficace. Come avete fatto a trovare la giusta ricetta?
"Una volta ho sentito gli Zwan fare una cover di Number of the Beast, molto tranquilla, questo mi ha fatto capire quanto fosse bello il testo. È sorprendente ascoltare e capire la storia della canzone per la prima volta dopo averla cantata migliaia di volte senza dare mai peso alle parole. Dopo mi sono reso conto che molti altri brani che ascoltavo meritavano lo stesso trattamento".

Conosci qualche altro musicista "Lounge Metal"? Ha le carte per essere una nuova scena musicale?
"Hahaha, sarebbe molto divertente ma penso che gli Hellsongs siano gli unici a farlo a questo livello. Ma conosco una band, penso siano italiani tra l'altro, che ha realizzato delle belle versioni latin di alcuni classici metal".

Com'è creare una band oggi? Myspace e gli altri social network facilitano le cose?
"Hmmm, penso che sia più facile raggiungere gli ascoltatori, ma c'è ancora molto lavoro dietro. Stare in una band è molto simile a una relazione, devi prendertene cura altrimenti morirebbe lentamente".

Con quali criteri scegliete le canzoni da ri-arrangiare?
"Anzitutto ci deve essere una bella storia, qualcosa che si possa interpretare. Testi che parlano di bevute e altri cliché non funzionano. Quello che cerchiamo è anche un elemento musicale, come un riff, una figura melodica, che sia interessante".

Cosa ne pensi della scena musicale? C'è qualcosa in giro di davvero nuovo e interessante?
"La cosa interessante è vedere come alcuni artisti siano riusciti a sfruttare la scena underground di internet per farsi conoscere evitando i contatti cone le vecchie etichette discografiche. Dal punto di vista propriamente musicale penso che c'è sempre qualcosa di nuovo dietro l'angolo. Un esempio dalla Svezia è Loney Dear (pseudonimo del cantautore e polistrumentista Emil Svanängen, NdR), sperimenta molto all'interno del pop".

Quali band, emergenti o affermate, che stai ascoltando ultimamente consiglieresti?
"Il già citato Loney Dear, i nostri amici Bolywool, un altro ragazzo svedese Markus Krunegård. Poi sicuramente, e sempre, Neil Young e Lords of the Underground".

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